Decreto Dignità. Sbarra: "Giusto modificarlo per ridare ruolo alla contrattazione collettiva, ma il Governo apra un confronto con le parti"

lavoratorindustriaRoma, 17 giugno 2019 - "La Cisl non ha condiviso dall’inizio l’impostazione rigida del 'decreto dignità'. Purtroppo, come da noi paventato, l’obbligo di causali stabilite per legge ha scoraggiato le assunzioni a termine ed in somministrazione, per timore di eventuale contenzioso, senza compensare le mancate assunzioni con altrettante stabilizzazioni, che si sono verificate in numero insufficiente, mentre a crescere è stato soprattutto il turnover".

Lo dichiara in una nota il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. "Peraltro in questi mesi in cui la nostra economia si trova ai margini della recessione il decreto ha purtroppo svolto una azione pro-ciclica, assecondando la naturale propensione delle aziende a non assumere durante un ciclo economico negativo. Dare un ruolo alla contrattazione collettiva nella definizione delle causali, come richiesto dalla Cisl dal primo momento, consentirebbe quella flessibilità socialmente controllata utile a conciliare le esigenze aziendali con la tutela dei lavoratori, ricordando sempre che qui non stiamo parlando di rapporti di lavoro precario ma di contratti a tempo determinato e in somministrazione, cui si applicano per intero le stesse tutele di legge e di contratto collettivo previste per i contratti a tempo indeterminato. Invece ci si dovrebbe concentrare sul contrasto alle forme di lavoro realmente precarie. Sarebbe quindi positivo un ripensamento su questo punto, ma continuiamo a chiedere che ciò avvenga con un tavolo di confronto con le parti sociali per condividere formulazioni legislative che possano assicurare le soluzioni più equilibrate, anche perché chiediamo di rivedere il decreto su altri due punti: escludere le attività stagionali dal computo del limite complessivo del 30% e dal contributo aggiuntivo dello 0,5%, vincoli paradossali se si tiene conto del fatto che per gli stagionali vige un diritto di precedenza nelle assunzioni".

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