Quota 100. Furlan: "Non creare allarmismi, ma basta mettere mano alla previdenza in modo estemporaneo, servono nuove regole generali sul sistema previdenziale". Ganga: "Occorre affrontare seriamente le esigenze di flessibilità dei lavoratori"

Ministero Lavoro115 Ottobre 2019 - "Occorre togliere dall'agone dello scontro tra i partiti e dei personalismi tra i partiti la questione previdenziale ed affidarla ad una concertazione vera".

Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan stamani ai microfoni di 'Circo Massimo' su Radio Capital,  interpellata sull'esito del confronto con il Governo sulla previdenza e in particolare su quota 100. "Si discute tanto di questa questione di quota 100 e per carità ascoltiamo anche questo problema ma ce ne sono altri di capitoli che dovrebbero interessare di più il sistema Paese. Penso alla questione degli investimenti, penso agli 80 miliardi ancora bloccati per le infrastrutture. Sulla questione quota 100 la discussione di ieri verteva su due possibilità: lasciarla invariata o fare le finestre la cui logica  consiste in un aumento di tre mesi. In sostanza le finestre attuali (3 mesi per i privati e 6 per i pubblici) - spiega - diventerebbero di 6 mesi per i privati e 9 mesi per i pubblici" ma il vero problema per Furlan è che "si continua a mettere le mani sulla previdenza in modo estemporaneo. Quota 100 l'ha inventata il precedente Governo, oggi discutiamo ancora se va tolta o no. Cominciamo a dire che quota 100 è una finestra in più in uscita. Non ha riformato la Fornero, è una possibilità in più in uscita per chi ha 62 anni e 38 di contributi. Sarà sperimentale sino al 2021. Nel frattempo lasciamola così in modo che per coloro che hanno fatto la domanda, che hanno contrattato l'uscita attraverso quota cento con il datore di lavoro siano tranquilli. E iniziamo da subito un confronto serio che definisca davvero nuove regole generali sul sistema previdenziale, sistema che oramai appare molto spezzettato, che non offre risposte ai giovani, alle donne, e per questo deve essere rivisto in modo complessivo". 

 Alla domanda se corrisponde al vero che verrà reinserita la piena indicizzazione, vale a dire il collegamento al costo della vita, per gli assegni fino a duemila euro, la leader della Cisl ha risposto: "I pensionati lo scorso anno avrebbero dovuto avere finalmente lo sblocco, dopo anni, della indicizzazione, mentre il governo precedente aveva deciso di ribloccarla. Noi abbiamo chiesto all'attuale Governo di sbloccare l'indicizzazione bloccata da anni e questo governo sta pensando di sbloccarla al 100% fino a 2000 euro lordi. Ma, di una manovra che parte già con margini molto ristretti, l'unica cosa di cui ci si occupa, anche con dichiarazioni roboanti, alla fine, sono un po' di aumento delle pensioni bloccate e non quella di non continuare a sconvolgere la vita previdenziale delle persone inventandosene una all'anno".

Sulla necessità di non creare allarmismi in coloro che hanno presentato la richiesta o abbiano già dato il preavviso delle proprie dimissioni si è espresso anche il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, Responsabile della previdenza. “Quota 100 deve essere confermata - ha detto. Senza modificare nulla e senza allungare le finestre, altrimenti chi ha già dato il preavviso di dimissioni che fa? E se l'azienda o la PA non lo "riprende"? Rimane senza stipendio e pensione per mesi in attesa? Bisogna smetterla di giocare sulla pelle delle persone, continuando a creare incertezza e sfiducia, affrontando seriamente le esigenze di flessibilità dei lavoratori italiani ed in particolare delle donne, dei giovani, dei lavoratori gravosi e dando ai pensionati risposta alle esigenze di rivalutazione delle pensioni in essere, fin dalla Legge di bilancio all’esame del Governo in queste ore”.

 

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