Recovery fund. Furlan: "Tutte le risorse devono essere spese per crescita e lavoro"

furlan cisl 1920x10803 ottobre 2020 - “Al Presidente del Consiglio Conte noi diciamo con chiarezza che tutte le risorse del recovery plan devono assolutamente essere spese per crescita e lavoro. A partire dallo sblocco delle infrastrutture materiali ed immateriali : lì abbiamo 100 mld bloccati da anni. Occorrono tanti investimenti in ricerca, innovazione , digitalizzazione e formazione perché è di questo che il Paese ha bisogno”.

 Lo ha detto stamattina nel corso della trasmissione “Settegiorni “ su Rai Uno la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo detto con chiarezza che alle risorse ingenti del recovery fund debbano essere immediatamente sommate quelle del Mes sanitario. Lo ricordo: circa 37 mld. Noi abbiamo avuto in questi anni tagli della sanità pubblica di quasi 38 mld che si sono tradotti in meno posti letto, meno infermieri, meno medici, meno personale sanitario in generale. Quindi, le risorse del Mes vanno utilizzate e vanno utilizzate subito. Questo indugio è incomprensibile se non con motivazioni che nulla hanno a che fare con il bene del paese e con il far ripartire la crescita”, ha aggiunto la leader Cisl. “L’Italia ha una caratteristica molto negativa e non da oggi: noi dal 2014 al 2020 siamo riusciti ad utilizzare e spendere nemmeno un terzo dei fondi europei, a partire dall’incapacità programmatoria che caratterizza il nostro Paese. Anche le regioni non solo i governi che si sono succeduti. Oggi la partita dei fondi europei e’ vitale per il paese. Se non utilizziamo bene le risorse è evidente che avremo sulla coscienza il rimorso di avere creato condizioni disastrose per il futuro. Al contrario, utilizzare bene tutte le risorse che l’Europa ci offre significa costruire bene il futuro. Questo non può essere fatto con una pletora di progetti così come oggi sta venendo avanti: ogni ministero ha i suoi progetti, le sue linee guida. Ma non si costruisce così un piano molto serio. Io dico di guardare anche a cosa di buono stanno facendo gli altri paesi. La Francia ha già il suo piano preciso , ed accanto alle priorità ha individuato quante risorse investire della parte che a loro compete del recovery fund europeo ed attraverso quali progetti. Ed è assolutamente quello che noi stiamo chiedendo al governo Conte attraverso le manifestazioni che abbiamo fatto a luglio e ripetuto a settembre. Iniziamo ad avere qualche convocazione da singoli ministri , ma non è così che si crea quel grande patto per la crescita”. Furlan ha aggiunto che “va assolutamente evitata l’emorragia di posti lavoro. Guai a noi se alla data del blocco dei licenziamenti partissero i licenziamenti: non lo reggeremmo in termini sociali. Dobbiamo essere credibili ed avere prospettive di crescita sicure ma anche prepararci a dover coprire quei lavoratori che tragicamente potrebbero perdere il posto di lavoro”.

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