Manovra. Sbarra: "Modificarla in Parlamento per una nuova strategia di sviluppo fondata sulla centralità del lavoro"

25 novembre 2020 - “Modificare la Legge di Bilancio e avviare subito una strategia di sviluppo e coesione fondata sulla centralità e una nuova cittadinanza del lavoro. La crisi pandemica ha accelerato dinamiche centrifughe che da lunghi anni abitano il nostro mercato del lavoro. Il dovere delle istituzioni e delle parti sociali è di saper leggere bene questi segnali e di prendere le dovute contromisure, sfruttando le nuove flessibilità e le ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa".

A chiederlo è Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, intervenendo a un seminario su politiche attive e formazione organizzato dalla Cisl di Brescia.Non ci sarà data un’altra possibilità”. Per il numero due Cisl, una chiave è quella di politiche attive “ben saldate a protezioni passive semplificate, mutualistiche, universali”. Sul dossier lavoro,“alcuni passi vanno compiuti immediatamente, migliorando una Manovra debole e dallo sguardo corto. Va ricompreso tutto il lavoro debole nel sistema delle indennità e incluse tante tipologie rimaste fuori dalle tutele come i braccianti agricoli, colf e badanti, marittimi, sonmministrati, parasubordinati. Indispensabile estendere la Naspi a 36 mesi eliminando il dècalage e migiorare la DisColl per i lavoratori atipici. Chiediamo poi di potenziare gli incentivi rivolti ai contratti di solidarietà difensiva e ai contratti espansivi. Sotto il profilo delle politiche attive, è improrogabile reintrodurre stabilmente l’Assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi. Altrettanto urgente è rafforzare gli organici e le dotazioni strumentali dei Centri per l’impiego, connetterli alle banche dati e alla rete viva della sussidiarietà, coinvolgendo le Agenzie per il Lavoro. Va infine rilanciata la regia di Anpal nell’ambito di un piano che superi l’attuale frammentazione delle politiche”. Occorre "costruire insieme una rete legislativa, contrattuale, bilaterale che non lasci mai sola la persona durante le transizioni professionali, responsabilizzandola e non lasciandola mai senza formazione e sostegno al reddito”. Tutto questo implica “massicci investimenti, ben oltre le dotazioni individuate in Legge di Bilancio. Serve tornare a un confronto responsabile e costruttivo, che porti a modifiche rilevanti durante l’iter parlamentare e ritrovarsi nel metodo della corresponsabilità, mettendo in campo energie e competenze di tutti gli attori sociali e istituzionali in gioco". Per questo "torniamo anche a chiedere all’Esecutivo di aprire un tavolo permanente e concertato sull’utilizzo pieno e virtuoso del Recovery Fund e del Fondo Sure, una cabina di regia partecipata presieduta dalla Presidenza del Consiglio che assicuri sintesi, condivisione, buon coordinamento ai progetti, contro le sovrapposizioni e le ipertrofie dei singoli dicasteri che purtroppo abbiamo visto in questi mesi”.

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