Lavoro. Sbarra: "Servono subito strumenti per il sostegno all’occupazione, rilanciare investimenti con metodo concertato"

2 dicembre 2020 -  “Dopo la crescita dei mesi estivi e la sostanziale stabilità di settembre, a ottobre l'occupazione ricomincia a calare. Rispetto a febbraio, ultimo mese pre-covid, i posti di lavoro persi sono 420mila, a cui si aggiunge un crescente e preoccupante numero di inattivi, saliti a quasi 230mila.

E quando verrà rimosso il divieto di licenziamento si andrà incontro ad una ulteriore e forte perdita di occupazione: dobbiamo attrezzarci in tempo, da una parte, rafforzando i contratti di solidarietà per incoraggiare le aziende a non licenziare, dall’altra, potenziando la Naspi per le persone che perderanno il lavoro e restituendo loro l’assegno di ricollocazione per favorire la ricerca di un nuovo lavoro”. Così Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, intervenuto oggi al consiglio generale della Ust-Cisl di Roma e Rieti. “Su queste richieste - ha aggiunto - siamo in attesa di risposte da parte del Governo. Attualmente il Disegno di legge di bilancio prevede infatti solo 500 milioni di euro per poter finanziare queste misure, quando dovessero essere inserite”. Le misure di politica del lavoro, ha incalzato il numero due CIsl, “non sono peraltro sufficienti se contestualmente non si attivano investimenti pubblici e si stimolano quelli privati. Un capitolo sul quale siamo drammaticamente indietro, in percentuale del PIL, anche rispetto alle due recessioni del 2008/2009 e del 2011/2013”. La ripresa dopo la crisi covid “deve diventare opportunità per colmare i deficit strutturali che zavorrano da sempre le prospettive di sviluppo del nostro Paese. Bisogna sbloccare le infrastrutture viarie e digitali, puntare sulla sostenibilità ambientale e sul risanamento del dissesto idrogeologico, rilanciare ricerca ed innovazione, servizi essenziali, sanità, scuola con un grande piano per l’innovazione e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. E poi fare il più grande investimento di sempre su formazione, riqualificazione professionale, competenze digitali. Il Paese deve farsi trovare pronto, accelerando, rendendo equi i processi decisionali e coinvolgendo gli attori sociali nelle percorso di riforma. La parola chiave deve essere concertazione”.

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