Sud. Sbarra: "La questione meridionale sia al centro della strategia nazionale ed europea di sviluppo. Recovery Plan essenziale per sbloccare investimenti e politiche sociali".

convegno campania su mezzog4 dicembre 2020 - “Rimuovere le zavorre che rallentano il Sud significa contrastare disuguaglianza ed iniquità, ma anche incrementare la produttività nazionale, generare nuova ricchezza, consolidare consumi ed interscambio tra regioni, con economici effetti molto positivi anche per le aree forti: la questione meridionale deve essere al centro della strategia nazionale ed europea di sviluppo”.

Così Luigi Sbarra, Segretario generale aggiunto Cisl, che oggi ha partecipato al Convegno: “ Il futuro della Campania e del Mezzogiorno”, organizzato dalla Usr Campania. “In Manovra non mancano misure apprezzabili che recepiscono nostre puntuali richieste, come per gli sgravi rafforzati per le assunzioni: un passo importante, che noi avremmo voluto strutturale. Tuttavia, senza un forte incremento di spesa produttiva, queste decontribuzioni rischiano di essere inefficaci”.
“Bisogna mettere al centro della strategia meridionalista il lavoro e l’occupazione, la coesione ed il contrasto alla marginalità, sbloccando infrastrutture materiali, digitali e sociali - ha aggiunto -. Con la fine del blocco dei licenziamenti si aprirà una fase molto difficile di ristrutturazione del sistema produttivo. Appuntamento al quale dobbiamo arrivare attrezzati, con un sistema di protezione sociale capace di sostenere il reddito di tutti e strumenti attivi di riqualificazione, orientamento ed inserimento nel mercato del lavoro. Va realizzato "un grande progetto su formazione e riqualificazione delle competenze digitali”. Le risorse del Recovery fund saranno essenziali “per implementare le reti sociali, a cominciare da sanità e pubblica amministrazione, per assicurare l’esercizio dei più elementari diritti di cittadinanza". Per il numero due Cisl occorre inoltre dare vita ad un "progetto Industria-Sud, con leve strutturali e specifiche che accompagnino la transizione digitale e verde anche nel tessuto produttivo del Sud, fatto prevalentemente da Pmi.  Dobbiamo mettere a sistema le mille anime produttive del Mezzogiorno, innovandole, facendole crescere, connettendole al resto d’Italia, d’Europa e del mondo”. “L’asset del turismo- ha sottolineato ancora Sbarra- con le sue unicità paesaggistiche, naturalistiche e culturali, va sostenuto, valorizzato, messo in sinergia con artigianato e commercio.  La Cisl chiede un Piano Nazionale di messa in sicurezza del territorio che parta dal Sud ed integri risanamento del suolo, riscatto delle zone interne, contrasto allo spopolamento”. Si tratta, poi, “di capitalizzare il vantaggio logistico verso l’euro-mediterraneo, considerando la crescita dei commerci attraverso il canale di Suez, sviluppando le potenzialità della portualità e della intermodalità meridionale”. “C’è un’Agenda Sviluppo che bisogna scrivere insieme e che deve avere in priorità le sorti del Mezzogiorno. Oggi, grazie a Next generation EU ed alle flessibilità sul patto di stabilità, abbiamo strumenti sufficienti per garantire una svolta. Non ci sarà data una seconda opportunità: bisogna costruire partendo dalla capacità di fare sistema, dall’impegno del Governo di coinvolgere le Parti sociali per sostenere la ripresa”. 

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