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Incidenti sul lavoro. Sbarra: “Inaccettabile perdere la vita per la mancata applicazione delle misure di sicurezza e dei contratti. Le imprese non possono considerare la sicurezza soltanto un costo”

19 Dicembre 2021 | Primo Piano

Incidenti sul lavoro. Sbarra: “Inaccettabile perdere la vita per la mancata applicazione delle misure di sicurezza e dei contratti. Le imprese non possono considerare la sicurezza soltanto un costo”

19 Dicembre 2021 | Primo Piano

Gli incidenti e le morti sul lavoro restano l’emergenza più grande: continuiamo ad assistere ad una strage indegna di un Paese civile. È inaccettabile perdere la vita per la mancata applicazione delle misure di sicurezza e dei contratti”. È quanto sottolinea oggi in un’ intervista a “La Stampa” il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra sul crollo della gru che ieri ha cancellato la vita di tre operai a Torino.

“Per fermare questa lunga scia di sangue bisogna rafforzare le misure di contrasto, già deliberate dal Governo, servono misure repressive, più controlli, più medici del lavoro. E le imprese non possono considerare la sicurezza soltanto un costo. È evidente che c’è un problema di controlli e di ispezioni che non sono oggi sufficienti a garantire la sicurezza nei cantieri, tanto più in una situazione di forte ripresa del settore dell’edilizia. Molte imprese utilizzano in maniera discutibile, a volte selvaggia, il sub appalto e spesso chi subentra applica la logica del massimo ribasso a discapito della sicurezza, della prevenzione, del rispetto dei contratti. È un sistema che va cambiato profondamente. Anche per questo chiediamo la patente a punti e un’azione di prevenzione concreta a cominciare dai luoghi di lavoro più a rischio- aggiunge Sbarra. Noi abbiamo giudicato solo un primo passo i provvedimenti adottati del Governo che ora dovranno essere applicati. Occorre assumere più ispettori e medici del lavoro per rafforzare le verifiche, la piena applicazione della normativa sulla sicurezza. Poi è necessario un forte investimento sulla formazione, a cominciare dalle scuole e più prevenzione, per far crescere la cultura della sicurezza che è anche cultura della legalità. Scontiamo su questo un abissale ritardo. Bisognerebbe convincere le imprese inadempienti che la sicurezza non può essere considerata un costo ma un grande investimento sulla qualità e stabilità del lavoro, anche per migliorare gli indici reputazionali delle stesse imprese. Bisogna diffondere, attraverso una grande alleanza tra istituzioni, parti sociali, scuola, enti bilaterali  ed anche i mezzi di informazione una vera educazione civica alla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Sbarra parla anche delle divisioni sindacali con Cgil e Uil. “Le proposte comuni su salute e sicurezza e la piattaforma unitaria restano riferimenti importanti. Ma alla luce della lacerazione di questi giorni bisogna fare chiarezza su obiettivi, sui contenuti e soprattutto sul modello sindacale che serve al Paese. Per noi la via è quella dell’autonomia, del pragmatismo, del riformismo vero , della partecipazione e non di un conflitto sterile che rischia di isolare il mondo del lavoro e logorare la rappresentanza sociale”.

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