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Istat. Pirulli: «Dinamiche del lavoro positive, ma demografia e inattività femminile e giovanile restano un freno»

12 Marzo 2026 | In Evidenza

Istat. Pirulli: «Dinamiche del lavoro positive, ma demografia e inattività femminile e giovanile restano un freno»

12 Marzo 2026 | In Evidenza

«Nei dati medi del 2025, l’occupazione continua a crescere, anche se a un ritmo più lento rispetto all’anno precedente (+185 mila occupati, +0,8%), attestandosi a 24,1 milioni di occupati e a un tasso di occupazione del 62,5% ».
È quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli.


«L’aumento riguarda soprattutto i dipendenti a tempo indeterminato e gli autonomi, mentre prosegue il calo dei dipendenti a termine.

I disoccupati diminuiscono per il quarto anno consecutivo, portando il tasso di disoccupazione al 6,1%.

Gli inattivi, dopo l’aumento registrato lo scorso anno, tornano a ridursi. Colpisce però il forte incremento di coloro che non cercano lavoro per motivi familiari (+301 mila, +10,3%), quasi tutte donne. Inoltre cala il tasso di occupazione tra i più giovani.

Le dinamiche del lavoro restano dunque positive, pur con una crescita più moderata rispetto agli anni precedenti. Diversi fattori caratterizzano oggi il mercato del lavoro in Italia. Dal lato della domanda, pur esaurendosi l’onda lunga post-Covid, molte imprese sono in crescita ma non riescono a trovare le figure professionali di cui hanno bisogno.

Dal lato dell’offerta incidono invece più elementi: il calo demografico che riduce gli ingressi nel mercato del lavoro, l’elevata inattività concentrata su giovani e donne e la fuga all’estero dei giovani più qualificati. È evidente che, anche con politiche di sviluppo più incisive, il calo demografia rischia di fare da tappo– sottolinea Pirulli-


Per questo, oltre a rafforzare le misure dal lato della produzione per aumentare produttività e sviluppo, occorre intervenire rapidamente anche sull’offerta di lavoro in più direzioni: valorizzare il potenziale di milioni di donne che non cercano lavoro per la carenza di servizi e di flessibilità organizzativa; rafforzare il sistema formativo e di orientamento per accompagnare più giovani al lavoro e trattenerli nel Paese; rafforzamento delle competenze attraverso un rafforzamento della formazione continua.


I dati Istat pubblicati oggi saranno oggetto di una riflessione più approfondita nel Report Lavoro che la Cisl presenterà nei prossimi giorni», conclude Pirulli.

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