«La costituzione dell’Intergruppo parlamentare “Lavoro e Fragilità”, con un focus su disabilità, cronicità e malattie rare, rappresenta un passo importante per il nostro Paese, perché riconosce che le trasformazioni demografiche e sociali in atto impongono politiche del lavoro capaci di includere le persone più fragili e con bisogni specifici. L’aumento delle condizioni di fragilità non è soltanto una questione sanitaria, ma riguarda direttamente l’organizzazione del lavoro, la qualità dell’occupazione e la coesione sociale, richiedendo un approccio integrato tra tutela della salute, diritti e welfare». Così il segretario generale della Fisascat Cisl, Vincenzo Dell’Orefice, ha commentato la nascita dell’Intergruppo parlamentare “Lavoro e Fragilità” presentato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati.
«In questo percorso, la contrattazione collettiva nazionale nei settori del terziario di mercato siglata dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali comparativamente più rappresentative, rappresenta un riferimento concreto e avanzato, avendo nel tempo introdotto strumenti di tutela e di conciliazione pensati anche per le lavoratrici e i lavoratori che vivono condizioni di fragilità, affetti da patologie croniche invalidanti o che assistono familiari con disabilità e patologie di lunga durata. Dalla disciplina della malattia e dei permessi per gravi patologie, alle misure di flessibilità dell’orario e di sostegno fino alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la contrattazione dimostra di saper tradurre i bisogni sociali emergenti in diritti esigibili e soluzioni concrete. È questa la strada da rafforzare, contrastando ogni forma di dumping contrattuale che rischia di indebolire le tutele, soprattutto per le persone più vulnerabili».
«In tal senso – ha concluso il sindacalista – auspichiamo che il lavoro dell’Intergruppo parlamentare valorizzi quanto la contrattazione collettiva ha già fatto e potrà fare per lavoratrici e lavoratori fragili che vorrebbero lavorare o continuare a farlo e che spesso vi debbono rinunciare per l’inadeguatezza o, meglio, per la pressoché totale assenza di supporti normativi».
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«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...





