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Lavoro. Fumarola: «Il pensiero di Marco Biagi è ancora vivo nella cultura della Cisl. Ricordarlo significa impegnarsi perchè il lavoro sia, oggi più che mai, faro di dignità e partecipazione»

10 Marzo 2026 | In Evidenza

Lavoro. Fumarola: «Il pensiero di Marco Biagi è ancora vivo nella cultura della Cisl. Ricordarlo significa impegnarsi perchè il lavoro sia, oggi più che mai, faro di dignità e partecipazione»

10 Marzo 2026 | In Evidenza

«La mano vigliacca del terrorismo brigatista ha fermato la vita di Marco Biagi, non le sue idee. Quelle idee parlano ancora oggi, in un mercato del lavoro attraversato, come non mai, da trasformazione profonde: digitalizzazione, intelligenza artificiale, nuove fragilità, discontinuità professionali. Muoversi nella direzione della sua progettualità sociale significa oggi costruire partecipazione contrattata, promuovere relazioni industriali di prossimità e lavorare per un nuovo Statuto della Persona nel mercato del lavoro».

Così la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha ricordato la figura di Marco Biagi in un video messaggio in occasione del convegno in corso oggi alla Camera dei Deputati, a 24 anni dall’assassinio del giuslavorista per mano delle BR.

«Ricordare che Biagi fu un cattolico non è un semplice dettaglio biografico: è una chiave interpretativa. In lui viveva una cultura solidaristica, radicata nella dottrina sociale della Chiesa. Una visione personalistica e sussidiaria che attraversa tutta la sua riflessione: la centralità della persona, la valorizzazione dei corpi intermedi, la fiducia nella contrattazione come luogo di incontro tra soggetti autonomi», ha sottolineato la leader Cisl.

«Per lui – aggiunge – la contrattazione non era solo uno strumento tecnico, ma un processo partecipativo: la forma concreta attraverso la quale capitale e lavoro potevano riconoscersi corresponsabili di uno sviluppo più giusto. Non conflitto ideologico permanente, ma confronto, anche duro, regolato da rappresentanze democratiche e responsabili».

«La Cisl, come Biagi, – ha aggiunto Fumarola – ha sempre scelto di confrontarsi con il cambiamento, costruendo soluzioni negoziate dentro il dialogo sociale, senza rifugiarsi negli steccati di improbabili missioni storiche. Mettere la persona al centro non è uno slogan, è un metodo. Oggi la sfida è ancora più grande: c’è bisogno di un nuovo patto tra impresa e lavoro.

C’è bisogno di una cultura della partecipazione. C’è bisogno di corpi intermedi responsabili e autorevoli. Ricordare Marco Biagi significa assumere questo compito difendendo la libertà del pensiero riformista e raccogliendo il coraggio di innovare, senza perdere riferimenti valoriali. E’ continuare a impegnarsi perché il lavoro sia, oggi più che mai, un faro di dignità e partecipazione» ha concluso la numero uno Cisl.

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