Roma, 24 luglio 2020 – “Il lavoro dei marittimi, e quello delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti gli altri settori, non si salva solo con gli ammortizzatori sociali: occorre una strategia più ampia per rilanciare il trasporto marittimo in Italia”. Così dichiara la Fit-Cisl spiegando che: “Troppo spesso dimentichiamo che il nostro Paese, oltre ad avere circa 8mila chilometri di coste, ha la quarta flotta al mondo per tonnellate (circa 15,5 milioni secondo i dati Confitarma 2018) ed è primo in Europa nel settore crocieristico (sono circa 12 milioni i passeggeri movimentati nel 2019). Ma è sotto gli occhi di tutti come la pandemia abbia messo in ginocchio questo settore così strategico per un paese a vocazione turistica e manifatturiera come è il nostro (l’85% delle merci nel mondo è movimentato via mare). Gli ammortizzatori sociali sono fondamentali per gestire l’impatto economico immediato dell’emergenza sanitaria in prima battuta: per questo confidiamo nei prossimi interventi legislativi per dare copertura a tutta la popolazione dei marittimi. Ma da soli non possono certo bastare: serve una politica di rilancio di più ampio respiro. Innanzitutto, al fine di salvaguardare in questa fase pandemica i livelli occupazionali delle imprese marittime, si potrebbe cominciare con un provvedimento che preveda l’estensione temporanea, cioè fino alla fine della crisi sanitaria, dei benefici riguardanti il Registro Internazionale anche verso le imprese armatoriali che esercitano attività nel piccolo cabotaggio e nell’approvvigionamento energetico con unità iscritte nei primi registri nazionali”.
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