Roma, 8 Aprile 2021. Potenziare gli strumenti assicurativi a tutela degli imprenditori agricoli e avviare una cabina di regia sui cambiamenti climatici e agenti parassitari. Queste le proposte di Terra Viva Cisl all’indomani della nuova ondata di maltempo. Albicocche, pesce, ciliegie, kiwi, fragole. E ancora i vigneti, le coltivazioni di asparagi, cavoli, fave e piselli. Dall’Emilia Romagna al Friuli Venezia Giulia, dal Veneto alla Toscana, territori flagellati in questi giorni dal brusco calo delle temperature e dalle gelate fuori stagione, con perdite di produzione stimate tra il 50 e 70%. A peggiorare la situazione gli sbalzi termici che, in alcune zone, sono arrivati anche a 26 gradi, con temperature diurne di 23 gradi, scesi a -3 durante la notte. “E’ ancora presto per fare una stima precisa dei danni, i nostri tecnici hanno ricevuto molte segnalazioni e stanno effettuando sopralluoghi nelle campagne più colpite – spiega Claudio Risso, Presidente nazionale di Terra Viva Cisl – L’agricoltura ormai è ostaggio dei cambiamenti climatici e di eventi atmosferici quanto mai sorprendenti e imprevedibili. Il peggio sembra non essere passato, i nostri imprenditori agricoli sono molto preoccupati. Contro il gelo – prosegue – non bastano più interventi strutturali, come ad esempio le reti o le ventole, le aziende devono investire in infrastrutture o azioni di emergenza molto onerose. Ed è per questo che, come associazione, proponiamo di ripensare gli strumenti assicurativi che tutelano le aziende durante le emergenze. Strumenti che vadano ad integrare i fondi che, normalmente, arrivano alle regioni dove è stata dichiarata la calamità naturale.” Oltre agli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici si aggiungono le difficoltà dettate dai parassiti, patogeni e insetti “alieni” che ormai proliferano sempre più in alcuni territori, basti pensare alla Xylella che in Puglia sta compromettendo gran parte degli uliveti, o alla cimice asiatica presente in molte regioni italiane. “Per questi motivi pensiamo sia urgente attivare una “cabina di regia” promossa dal Ministero dell’Agricoltura, per monitorare questi fenomeni, proporre delle strategie a medio lungo termine, affiancare le imprese in percorsi di rigenerazione e di innovazione che aiutino ad affrontare al meglio queste situazioni. Ben vengano le risorse previste dal Decreto Sostegni o gli investimenti nel PNRR, ma non basta stanziare dei fondi, è quanto mai necessario pensare ad una progettazione e a percorsi strutturali, che rafforzino uno dei comparti principali per l’economia del nostro Paese. Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano, dall’agricoltura alla ristorazione, rappresenta infatti il 15% del Pil nazionale, classificandosi primo in Europa per valore aggiunto agricolo” conclude Claudio Risso.
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