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Automotive. Fim Cisl: Revisione delle regole UE è positiva, ma non sufficiente serve un piano industriale nazionale e Ue per il settore 

Pubblicato il 30 Gen, 2026

Quello dell’automotive è uno dei dossier più delicati a livello industriale e occupazionale in Italia e in Europa, coinvolgendo milioni di lavoratori tra diretti e indiretti. Domani alle 10, presso il MIMIT, è stato convocato il tavolo dell’automotive: all’ordine del giorno figurano le istanze da portare all’UE per riformulare il Green Deal secondo un’impostazione più sostenibile sul piano sociale.  

Per quanto ci riguarda, è positivo lavorare per rafforzare le modifiche in Europa; tuttavia, il problema dell’industria non è riconducibile solo al quadro regolatorio UE (che va sicuramente corretto).  

Sul piano interno, il Governo deve ripristinare le risorse per il settore che sono state tagliate a partire dal 2025.  

Allo stesso modo, è necessario affrontare con determinazione e senza rimandi la riduzione del costo dell’energia. L’azione in Europa deve anche puntare ad attivare nuove risorse e investimenti per il settore industriale e dell’auto. Servono deroghe al Patto di Stabilità per gli investimenti di tutta l’industria, non solo per il comparto militare.  

Come FIM, abbiamo diffuso a inizio gennaio i dati sulla produzione Stellantis del 2025: i numeri sono preoccupanti.  

Sono stati prodotti appena 380 mila veicoli, cifre che destano forte allarme. Attualmente, gli impianti funzionano al 35% della capacità produttiva e l’indotto – a partire dalle aziende di componentistica -sta accusando pesantemente questa crisi.  

Domani sarà l’occasione per sollecitare nuovamente il Governo al ripristino delle risorse necessarie per gestire la transizione.  

Queste non possono ridursi esclusivamente ai bonus per l’acquisto: serve un piano industriale nazionale, sulla scia di quanto fatto da anni in Paesi come la Spagna, per sostenere l’intero settore e rilanciare produzione e occupazione. Coglieremo l’occasione anche per richiedere la convocazione di un tavolo ministeriale con il Gruppo Stellantis – non possiamo più aspettare, visti i numeri. È fondamentale la presentazione del nuovo piano industriale annunciato da Filosa a metà anno: abbiamo bisogno di risposte sugli impegni non attuati del piano 2024, a partire dalle nuove Stelvio e Giulia (ibride ed elettriche). Chiediamo inoltre chiarimenti sulla Gigafactory di Termoli, progetto su cui non si hanno più notizie e la cui situazione produttiva è drammaticamente preoccupante; riteniamo necessario che, oltre ai cambi, vengano assegnati al sito nuovi motori.