Nella mattinata di oggi a Roma presso il MIMIT, si è tenuto il tavolo dell’automotive, presenti oltre alle aziende del settore, i rappresentanti del MIT e MASE, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle regioni dove insistono impianti industriali di autoveicoli. Presente il Ministro Urso che ha illustrato in apertura del tavolo, il lavoro che il governo ha svolto e sta continuando a portare avanti in sede europea rispetto alla revisione del “green deal”. Mentre Stellantis ha ribadito gli impegni e la centralità dell’Italia nella strategia del Gruppo e annunciato la presentazione del nuovo piano strategico a maggio.
Intervenendo il Segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano ha ribadito come la revisione del green deal rappresenti sicuramente un aspetto importante ma non sufficiente, sottolineando la necessità di affrontare la crisi del settore automotive con una strategia che coniughi la transizione in atto nel settore con la sostenibilità sociale e industriale. La situazione attuale – ha sottolineato Uliano – appare critica, con una produzione nazionale scesa a circa 380 mila veicoli rispetto all’obiettivo condiviso di un milione di unità, e questo – ha detto – rende non più procrastinabile l’adozione di misure concrete a sostegno della competitività dell’industria dell’auto a partire da interventi sul costo dell’energia che ci vede fortemente penalizzati come Paese anche all’interno della stessa UE. Per Uliano – il principio della neutralità tecnologica deve essere difeso e rafforzato in sede europea. A tal fine, risulta fondamentale – ha sottolineato Uliano – una revisione delle regole del Patto di Stabilità che consenta deroghe specifiche per gli investimenti nell’industria civile e nel comparto auto, al pari di quello che si sta facendo per l’industria militare, perché ha detto – solo attraverso una reale autonomia nella catena del valore e la messa in sicurezza della fornitura di componentistica sarà possibile proteggere le fabbriche italiane dalle turbolenze geopolitiche globali. Sul fronte interno – ha poi detto Uliano – rivolgendosi al Ministro Urso – il governo è chiamato ad assumersi una responsabilità diretta nel contrastare l’elevato costo dell’energia, che rappresenta oggi il principale ostacolo alla competitività delle nostre imprese rispetto ai partner internazionali. Allo stesso tempo, le attuali dotazioni del fondo per l’automotive risultano largamente insufficienti per rispondere alle urgenze del settore, richiedendo uno stanziamento di risorse proporzionato alla portata delle trasformazioni in atto. Per quanto riguarda Stellantis, il leader Fim ha detto: nonostante l’apprezzamento per l’attuazione degli investimenti del Piano 2024 e l’assegnazione di un nuovo modello per lo stabilimento di Melfi, permangono profonde criticità per il polo di Cassino, penalizzato da una strategia eccessivamente sbilanciata sull’elettrico, che non ha visto la partenza dei modelli Alfa Romeo sulla piattaforma large. Anche per il sito di Termoli apprezziamo l’assegnazione del nuovo motore GSE euro 7, ma l’incertezza sul progetto della Gigafactory impone una pianificazione alternativa immediata basata sulla produzione di altri motori.
Uliano ha infine ricordato l’appuntamento del prossimo 5 febbraio a Bruxelles a sostegno dell’industria europea.
Inoltre ha ribadito a Stellantis e alle istituzioni l’impegno per definire un nuovo piano industriale di rilancio che inverta la tendenza negativa dell’ultimo periodo, garantendo un futuro certo ai lavoratori e alla filiera produttiva nazionale attraverso un dialogo costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali.


