Roma, 10 febbraio 2021. “Il destino dello stabilimento Treofan di Terni sembra segnato: si va verso una cessazione dell’attività come già accaduto a Battipaglia. Adesso la priorità è salvaguardare i 140 lavoratori, assicurando loro gli ammortizzatori sociali e concordando con la proprietà, il Gruppo indiano Jindal, un processo di reindustrializzazione del sito produttivo. Oggi l’incontro con il liquidatore e il ministero del Lavoro è servito a prorogare di una settimana la scadenza della Cassa integrazione, ma bisogna fare in fretta”. Lo dichiara Nora Garofalo, segretaria generale Femca-Cisl. “I lavoratori – prosegue – sono sul piede di guerra, hanno già occupato lo stabilimento e sono pronti ad azioni eclatanti. Ai vertici della multinazionale, il cui comportamento ad oggi è stato alquanto discutibile, chiediamo un segno concreto di assunzione di responsabilità. La smettano di ignorare le più elementari regole delle relazioni industriali e si impegnino per trovare una soluzione per la continuità dell’attività, che assicuri occupazione, reddito dei lavoratori e non disperda le professionalità acquisite. L’imminente, nuovo incontro con il liquidatore e la società sarà l’occasione per misurare la serietà e il senso di responsabilità dei vertici della Jindal. Fermo restando che chiudere lo stabilimento di Terni vuol dire affossare l’intero polo chimico e tutto il territorio ternano, una opzione per noi inaccettabile”, ha concluso la segretaria generale della Femca.
Lavoro. Daniela Fumarola al Consiglio generale della Cisl Umbria: «Incentivi ai giovani utili, ma priorità a salari, produttività e qualità del lavoro»
«L'Umbria è una regione con una storia produttiva importante, costruita su un tessuto diffuso di piccole e medie imprese, su tradizioni manifatturiere solide, su una cultura del lavoro che ha saputo resistere a più di una crisi. Ma negli ultimi anni la regione ha...





