L’attuale discussione del Disegno di Legge sulle Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali, momentaneamente fermo al Senato, è sicuramente un primo passo politico importante, che evidenzia l’urgenza di intervenire su questo tema, ma non tiene presente le diverse peculiarità che il variegato mondo del lavoro autonomo rappresenta e le sue vere necessità. A ribadirlo è vIVAce Cisl, l’associazione dei liberi professionisti e dei Freelance. Nell’attuale Disegno di Legge permangono delle criticità che non possono essere sottovalutate quali: la mancata inclusione delle associazioni di rappresentanza del lavoro autonomo e delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentativi, i criteri per la definizione della platea dei destinatari e la mancata esplicitazione dei parametri economici. «Come vIVAce – dichiara il Presidente Daniel Zanda – da anni chiediamo una Legge che vada ad incidere su questo tema e che tenga conto in particolare delle osservazioni che come consulta del lavoro autonomo istituita presso il Cnel abbiamo elaborato insieme a tutte le altre associazioni di rappresentanza del mondo del lavoro autonomo».In particolare, le osservazioni contenute nelle “Linee programmatiche per una proposta di legge in tema di equo compenso delle prestazioni professionali” propongono alcuni correttivi finalizzati a perseguire una vera equiparazione sul tema tra le professioni ordinistiche e non; individuare un metodo dinamico per identificare i criteri per la definizione e il monitoraggio dei valori economici che costituiranno “l’equo compenso”, valorizzando la formazione e la certificazione delle competenze; identificare categorie professionali omogenee per definire un’applicazione non generica; individuare il perimetro di applicazione dell’equo compenso, al fine di non snaturare la libera concorrenza tra lavoratori autonomi, ma al tempo stesso ridurre lo squilibrio contrattuale tra professionisti e committenti “forti”, soprattutto per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione.Per vIVAce «intervenire in materia di equo compenso vuol dire dare il giusto riconoscimento del valore generativo dei lavoratori e delle lavoratrici indipendenti». In particolare, sottolinea il Presidente «è~fondamentale che si attivi il Tavolo del lavoro autonomo, previsto dalla legge 81/17 all’art 17, al fine di poter costruire e monitorare i parametri economici coinvolgendo tutte la rappresentanza presenti in questo tavolo istituzionale già costituito normativamente».
Dl Equo Compenso. Zanda (Vivace Cisl): ”Tenere conto delle osservazioni della Consulta del Lavoro Autonomo istituita presso il Cnel”
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