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Edili. Sciopero generale legno, sindacati: “La risposta dei lavoratori è stata chiarissima”acati: “La risposta allo sciopero

21 febbraio 2020 –  Migliaia di manifestanti nei 4 concentramenti interregionali. Adesione altissima nelle aziende del settore Adesione altissima allo sciopero generale di otto ore del legno-arredo, che oggi ha visto migliaia di lavoratrici e lavoratori protestare con Feneal Filca Fillea contro la decisione di Federlegno di interrompere le trattative per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da un anno. Mentre ancora si raccolgono i dati, i sindacati fanno sapere che “sono poche le aziende dove l’astensione ha coinvolto meno del 60% dei lavoratori. Registriamo adesioni molto alte, per lo più intorno all’80%, tantissime le aziende con astensione totale (tra cui Natuzzi di Taranto, Foppa Pedretti e Saviola in Lombardia, per citare marchi famosi) e con adesione tra il 90 ed il 95% (tra cui, sempre per citare i brand più conosciuti, Cassina, Giorgetti, Ferretti, Natuzzi di Santeramo, Friuli Intagli, Artexport, Arketipo.)” Anche le presenze in piazza sono state superiori alle aspettative, considerando la scelta dei sindacati di dare vita a 4 concentramenti interregionali con delegazioni dai vari territori: oltre 4mila a Pesaro, 2mila a Milano, 1.000 a Treviso e 1.500 a Bari. Per le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è chiara e univoca: “no all’aumento della precarietà e alla riduzione dei diritti, basta con i ricatti da parte di Federlegno, i lavoratori del settore aspettano risposte da quasi un anno e non meritano il trattamento riservato finora da una controparte che intende affermare un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Per Federlegno – proseguono le segreterie degli edili Cgil Cisl Uil – le aziende italiane del mobile e arredo possono vincere nel mondo solo aumentando precarietà e sfruttamento. Siamo convinti, invece, che le nuove sfide sui mercati si vincano puntando sull’innovazione e sul governo delle trasformazioni produttive, investendo in capitale umano, pagato il giusto e con le adeguate tutele e protezioni, e rafforzando la partecipazione dei lavoratori. Ci auguriamo che si possa tornare al tavolo e si possa trovare una soluzione condivisa, nel rispetto dei lavoratori e del futuro di un settore produttivo straordinariamente importante per il Paese, quel Made in Italy che merita maggior rispetto, e forse una classe imprenditoriale più lungimirante.” concludono i sindacati.

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