Come Fim, Fiom e Uilm denunciamo l’insostenibile muro di gomma che continua ad avvolgere la vicenda Sider Alloys. Nonostante le nostre reiterate richieste di incontro e le numerose denunce sulla gestione dell’azienda e sulle difficoltà tuttora presenti, rivolte alle Istituzioni nazionali e locali, tutto sembra restare inspiegabilmente inascoltato.
Tra rinvii e nuovi pretesti – ora i container, ora il canale – assistiamo alla rappresentazione di una mancata assunzione di responsabilità, mentre centinaia di famiglie attendono da anni una risposta concreta a una vertenza ormai lunghissima.
Nel tempo, tutti i governi che si sono succeduti avevano promesso una revisione dell’ammortizzatore sociale utilizzato, ormai obsoleto e inadeguato, che riconosce ai lavoratori meno di 500 euro al mese. Promesse mai mantenute da nessuno. Oggi addirittura è in discussione anche l’attuale ammortizzatore, senza che sia stata avanzata alcuna proposta alternativa per tutelare il reddito delle famiglie di Portovesme.
In assenza di risposte concrete, i lavoratori e le lavoratrici, insieme alle loro rappresentanze sindacali, saranno costretti a mettere in campo tutte le azioni di lotta necessarie, perché questo rappresenta l’ennesimo affronto alla loro dignità.
Chiediamo al Governo di convocare urgentemente un tavolo congiunto tra il Ministero delle Imprese e il Ministero del Lavoro per affrontare in modo risolutivo la vertenza Sider Alloys.


