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Istituti credito. Colombani (First Cisl): “Banche pubbliche essenziali per una crescita inclusiva e sostenibile”

Pubblicato il 3 Nov, 2021
 

 

“La crisi pandemica ha dimostrato l’importanza delle banche pubbliche per l’economia italiana. Oltre 200 miliardi di finanziamenti sono arrivati alle Pmi grazie al Fondo di garanzia gestito da Mediocredito Centrale. Già per la precedente crisi finanziaria lo Stato si era impegnato con gli acquisti di Npl attraverso Amco e con l’utilizzo crescente delle Gacs nelle cartolarizzazioni di crediti in sofferenza.”. Lo ha dichiarato, nel corso del convegno “Il ruolo delle banche pubbliche nell’attuazione del Pnrr”, il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani.

“E’ auspicabile che da garante lo Stato non si trasformi in liquidatore ma faccia da attivatore della crescita. Un’opportunità è offerta dal risparmio privato: il suo afflusso all’economia reale attraverso investimenti nel capitale di rischio delle imprese – ha proseguito – è fondamentale e andrebbe incentivato con garanzie sul capitale investito”.

“Gli impegni presi durante il recente G20 dimostrano che il ruolo dei governi può essere prezioso per promuovere comportamenti virtuosi. Nell’attuale configurazione, incentrata sulla banca universale e sul primato dell’interesse dell’azionista, il sistema bancario italiano potrebbe non rivelarsi idoneo a farsi carico delle nuove sfide dettate dai criteri Esg. Gli ultimi anni  – ha aggiunto Colombani – sono stati segnati da desertificazione dei territori, con gravi danni per le piccole imprese e le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani; polarizzazione del business sulla gestione dei patrimoni elevati e minore spazio alle imprese, soprattutto alle piccole”.

“Il nuovo modello di sviluppo sostenibile non ha bisogno della banca a taglia unica, ma della biodiversità bancaria: va quindi rafforzato il ruolo degli istituti a capitale pubblico e, al tempo stesso, va sostenuto il modello cooperativo. Entrambi – ha concluso – sono essenziali affinché l’attuazione del Pnrr vada a vantaggio anche delle Pmi e delle aree più svantaggiate del Paese”.

 

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