“Va riconosciuto un plauso alle Forze dell’ordine e all’Ispettorato del lavoro che anche in questi giorni hanno condotto interventi importanti contro il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura, come nel caso di Latina, dove sono stati riscontrati lavoratori stranieri non regolarmente assunti oltre a varie violazioni normative, rimane però urgente rilanciare il lavoro preventivo da svolgere a monte attraverso la valorizzazione della bilateralità e di trasporti e alloggi sicuri per i braccianti, e in questo senso non possiamo che guardare con sconforto al treno perso dei fondi Pnrr per il superamento dei ghetti”.Lo scrive sui profili social della Fai Cisl nazionale il reggente Antonio Castellucci commentando le recenti ispezioni svolte dai Carabinieri sul territorio pontino per il contrasto al lavoro irregolare in agricoltura.“Dei 200 milioni stanziati per 37 comuni per il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura – ricorda Castellucci – ne saranno spesi soltanto 24,8 per 11 progetti. Si tratta di un errore grave, certificato anche dalla recente Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vede esclusi dagli interventi proprio i casi più gravi, come alcune baraccopoli in Puglia e Calabria. Occorrono al più presto sia un incontro con il Commissario straordinario che la ripresa del Tavolo interministeriale anticaporalato per salvare il salvabile rispetto all’utilizzo dei fondi europei e per monitorare lo stato di attuazione delle misure intraprese dal Governo, molte delle quali frutto delle proposte dei sindacati di categoria”.“Garantire legalità, salute e sicurezza, buona contrattazione, inclusione, alle migliaia di lavoratori e lavoratrici coinvolti, in maggioranza di origine straniera e impiegati ogni giorno nelle nostre campagne ma con assunzioni più o meno irregolari – conclude il sindacalista – è un obbiettivo irrinunciabile anche per le tante aziende regolari che subiscono concorrenza sleale da chi non rispetta le norme e non applica i contratti. È anche in tal senso che va rinnovato l’appello al Governo avanzato dalla Cisl per un Patto della responsabilità che metta al centro la persona e la qualità del lavoro attraverso un confronto proficuo tra istituzioni, imprese e parti sociali”.


