«Con l’approvazione della relazione sulle catene di subappalto e sul ruolo degli intermediari, il Parlamento europeo ha compiuto un primo passo importante verso un quadro normativo più attento alla giustizia sociale e più efficace contro caporalato e abusi. Il testo approvato è un importante punto di partenza in cui si propongono interventi fondamentali per una maggiore trasparenza in quelle catene lunghe e opache che troppo spesso favoriscono dumping contrattuale, elusione delle responsabilità datoriali, disparità di trattamento, sfruttamento dei lavoratori, in particolare migranti e distaccati». Lo affermano in una nota i sindacati del settore agroalimentare Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil commentando il voto favorevole del Parlamento europeo sulla relazione d’iniziativa della commissione Empl~dal titolo “Affrontare le catene di subappalto e il ruolo degli intermediari per tutelare i diritti dei lavoratori”. «Tra gli elementi positivi del testo – informano i sindacati – c’è il richiamo alla necessità di più coordinamento europeo nelle ispezioni, al potenziamento dell’Autorità europea del lavoro e allo sviluppo di strumenti digitali utili a rendere più efficace l’applicazione dei diritti in contesti transnazionali, alla limitazione di appalti e subappalti, alla regolamentazione degli intermediari del lavoro e al contrasto delle pratiche di caporalato. L’iniziativa lancia un segnale importante per rafforzare la competitività europea senza comprimere i diritti. La semplificazione amministrativa e il sostegno alle imprese, infatti, non possono tradursi in una riduzione delle tutele ma, al contrario, devono favorire un mercato unico solido fondato su regole certe, concorrenza leale e rispetto della dignità del lavoro». Il voto del Parlamento europeo ha fatto seguito alla manifestazione svolta a Strasburgo dai lavoratori e sindacalisti delle organizzazioni europee di categoria EFFAT, EFBWW ed ETF, dei settori agroalimentare, turismo, servizi, edilizia, trasporti, con una forte partecipazione anche dei sindacati italiani associati. «La battaglia che promuoviamo da tempo in sinergia con il sindacato europeo – concludono Fai, Flai e Uila – punta a riconoscere che lo sfruttamento non è solo una violazione individuale, ma un fattore di distorsione economica che penalizza le imprese corrette e mina la coesione sociale. Per questo è importante che l’iter normativo prosegua spedito per ottenere il rafforzamento del principio di responsabilità solidale nelle catene di appalto, così come una maggiore attenzione alla lotta contro pratiche fraudolente in materia di contratti, previdenza, trattamento salariale. L’Europa sociale ha compiuto dunque un passo avanti, ora la sfida sarà quella di attuarne i principi concretamente in tutti gli Stati membri, con il coinvolgimento delle parti sociali e un rafforzamento reale dei controlli».


