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Mc Donald’s. Sindacati: C’è intesa sull’applicazione del contratto integrativo ai dipendenti dei licenziatari aderenti

Pubblicato il 15 Gen, 2026

A poco più di due mesi dalla firma del primo Contratto integrativo aziendale di McDonald’s Italia Srl applicato ai circa 4mila dipendenti diretti della Company, l’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, troverà applicazione anche per le lavoratrici e i lavoratori alle dipendenze dei licenziatari che hanno firmato il Cia per adesione, avviando così un percorso di progressiva uniformazione delle condizioni di lavoro sotto lo stesso marchio.

L’accordo riguarda, allo stato, oltre 14.000 lavoratrici e lavoratori impiegati dai 50 licenziatari aderenti, su un bacino complessivo di circa 38.000 addetti occupati nel sistema McDonald’s in Italia.

“Questo importante risultato, unico nel settore, ottenuto in appena due mesi dalla firma del CIA con la Company, è il frutto di un impegno costante delle organizzazioni sindacali che hanno creduto nella necessità di condividere con la società l’obiettivo di uniformare le condizioni di chi presta attività sotto lo stesso marchio, seppur alle dipendenze di soggetti diversi”, dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Il modello di business incentrato sul franchising, adottato dalla quasi totalità delle società del fast-food in Italia e nel mondo, costituisce un ostacolo strutturale al miglioramento delle condizioni di lavoro, a causa della frammentazione che genera tra le lavoratrici e i lavoratori. Per questo l’obiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di estendere, entro il 2026, l’applicazione del Contratto integrativo anche alle lavoratrici e ai lavoratori dei licenziatari che non hanno ancora aderito.

“Si tratta di un impegno condiviso, orientato al miglioramento delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché siano più giuste ed eque; per migliorare il salario, la distribuzione dei turni di lavoro, la conciliazione vita lavoro e aumentare gli orari di lavoro dei part-time. Quello raggiunto – concludono le tre sigle – è un primo risultato che potrà rappresentare un esempio per la diffusione della contrattazione integrativa nel sistema del franchising”.