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Metalmeccanici. Decreto Sicurezza Fim Cisl : inaccettabile e vergognosa l’azione penale contro la nostra manifestazione

È una vergogna di Stato la richiesta di condanne penali per la manifestazione sindacale che si è svolta a Bologna il 20 giugno 2025, organizzata per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. 

Siamo di fronte a una legge sbagliata, da cambiare. È inaccettabile che, in un Paese democratico, lavoratrici e lavoratori che scendono in piazza per conquistare un contratto nazionale – scaduto da oltre un anno, dopo otto mesi di negoziato interrotto e più di 40 ore di sciopero – debbano essere esposti al rischio di procedimenti penali. 

Abbiamo contestato queste norme fin dal primo momento, perché introducono la sanzione penale per le manifestazioni sindacali che incidono sulla mobilità, colpendo di fatto l’esercizio di un diritto costituzionale. 

“Quella manifestazione – dichiara Ferdinando Uliano Segretario generale della FIM-CISL –alla quale ho partecipato personalmente insieme a oltre 10.000 metalmeccanici, e che ho concluso con il comizio finale, si è svolta in modo pacifico, ordinato e responsabile. 

Non vi è stato alcun blocco stradale, ma esclusivamente il normale deflusso delle lavoratrici e dei lavoratori lungo il corteo. 

L’unico vero fatto “illecito” in quella vicenda, è stato il mancato rinnovo del contratto nazionale, causato dall’irresponsabile chiusura delle imprese metalmeccaniche. 

“La correttezza della nostra azione era talmente evidente – precisa Uliano – che il giorno successivo siamo stati convocati dal Ministro del Lavoro, insieme ai Segretari generali di FIM, FIOM, UILM e  Federmeccanica. In quella sede il governo ha espresso attenzione e vicinanza, invitando esplicitamente Federmeccanica a riprendere il negoziato e a rispondere alle legittime richieste dei lavoratori. Nessun rilievo è stato mosso nei confronti delle organizzazioni sindacali. 

Questa vicenda – sottolinea Uliano – dimostra con chiarezza che quel decreto va modificato, eliminando l’introduzione del reato penale. In un paese come il nostro attraversato da numerose crisi industriali, il rischio concreto, se non s’interviene, è quello di sottoporre ogni giorno sindacalisti e lavoratori a un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. 

Come organizzazione sindacale ci difenderemo e difenderemo tutti i lavoratori coinvolti in ogni sede opportuna. E conclude: rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché venga riconosciuta e tutelata l’importanza del diritto di sciopero e di manifestazione, pilastri della democrazia, che non possono essere messi in discussione né trasformati in strumenti di repressione”.