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Metalmeccanici. Uliano (Fim Cisl): “IIA. Il rilancio procede ma serve il contributo di tutti”

Pubblicato il 15 Gen, 2021

Roma, 15 gennaio 2021. Si è tenuto oggi – in conference call – tra Industria Italiana Autobus, le organizzazioni sindacali di FIM, FIOM, UILM e Fismic Ugl, il Ministero dello Sviluppo Economico e del lavoro dei rappresentanti delle regioni Emilia Romagna e Campania e Invitalia.

L’azienda, “rinata” nel 2019 dall’ex-Irisbus, con la partecipazione di Invitalia, Leonardo e la società turca Karsan, ha visto, grazie anche all’impulso dato dal Ministero dello Sviluppo Economico, crescere la produzione dai 57 bus del 2019 a 287 autobus, del 2020.
Sono stati due anni in cui IIA ha dovuto ripartire da zero, ricostruendo il tessuto dirigenziale, commerciale, della ricerca e sviluppo e della ricambistica e dell’assistenza post-vendita. Tutto ciò è stato possibile anche all’aiuto dei lavoratori, alle loro professionalità.
Un lavoro, che secondo quando emerso nell’incontro odierno sta permettendo di mantenere una continuità produttiva e permette di guardare al futuro, anche con nuovi prodotti, come bus elettrici o ad idrogeno. Ma la strada da fare è ancora lunga. Per l’anno appena iniziato IIA a un portafoglio ordine che le dà garanzie produttive fino al mese di maggio prossimo.
Per questo sarà necessario che il MiSE e le sue articolazioni statali, regioni, province e comuni, nella sostituzione del loro parco autobus , guardino all’unica azienda italiana produttrice di bus – dichiara il Segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano – questo garantirebbe la continuità produttiva e con essa il lavoro di centinaia di dipendenti.
L’Azienda si è aggiudicata la gara alla CONSIP, per circa 270 autobus, che non vengono richiesti, tutto ciò non ammissibile.

Per questo oggi chiediamo, anche alla luce delle nuove risorse che arriveranno dalle misure del recovery plan, a tutti di fare la propria parte, siamo è riusciti a far ripartire l’azienda tra grandi difficoltà e anni di crisi, ora dobbiamo sostenerlo non possiamo immaginare un fallimento, perché articolazioni dello Stato, preferiscono altri costruttori esteri.
Da parte nostra abbiamo chiesto all’Azienda di rafforzare la capacità di partecipazione alle gare pubbliche e lavorare per lo sviluppo di prodotti sempre più avanzati tecnologicamente e sostenibili in modo da renderli sempre più appetibili al mercato.
Solo attraverso l’azione congiunta queste azioni, quest’azienda potrà guardare al futuro, sicura di poter vincere le sfide che le si presenteranno.

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