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Piano casa. De Luca (Filca Cisl): “Si parta dalla rigenerazione del patrimonio abitativo e dalla partecipazione del territorio”

Pubblicato il 12 Gen, 2026

“La Filca-Cisl ha sempre ritenuto la questione dell’abitare, in particolare nei grandi centri urbani e nelle aree periferiche, una vera e propria emergenza nazionale. Per questo abbiamo accolto con favore l’introduzione del Piano Casa nella Legge di Bilancio. Una decisione del Governo che non giunge come una sorpresa: da anni seguiamo con attenzione il dibattito pubblico e l’evoluzione normativa sul tema”. Lo dichiara Ottavio De Luca, segretario generale nazionale della Filca-Cisl. “Accanto alla realizzazione di nuovi immobili – precisa De Luca – deve però essere centrale il recupero e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, a partire dagli alloggi di edilizia sociale da destinare alla locazione a canone agevolato. Il patrimonio abitativo italiano è mediamente vecchio e fortemente bisognoso di interventi di ristrutturazione: secondo Eurostat, la maggior parte degli edifici è stata costruita prima del 1980. Un dato su tutti: il 64% degli edifici, due su tre, non rispetta la normativa antisismica, soprattutto nelle zone a più alto rischio. In questo quadro – prosegue il segretario generale – il nuovo costruito in Italia arranca e per questo è necessario facilitare e incentivare in modo strutturale gli interventi di demolizione e ricostruzione, in particolare nelle aree periferiche e nei contesti urbani più degradati, puntando sulla qualità architettonica, sulla sicurezza, sull’efficienza energetica e sulla sostenibilità sociale. La rigenerazione urbana deve diventare una leva strategica di sviluppo e non una sommatoria di interventi emergenziali. Per realizzare efficacemente il Piano Casa – sottolinea De Luca – serve una struttura di governance chiara e adeguata. Da un lato è fondamentale la partecipazione attiva dei territori, chiamati a individuare le aree che necessitano maggiormente di interventi; dall’altro è indispensabile una regia nazionale in grado di indirizzare e qualificare la spesa pubblica. Abbiamo oggi l’opportunità di orientare le risorse verso la qualità degli interventi e del lavoro, superando logiche frammentarie e di corto respiro, ma non basta”, avverte De Luca. “I fondi europei, da soli, non saranno sufficienti. Occorrono interventi strutturati per incentivare gli investimenti pubblici e privati, coordinati con politiche fiscali mirate e stabili nel tempo. Allo stesso modo, è indispensabile investire sulla formazione e sulla qualificazione della manodopera, perché la rigenerazione del patrimonio edilizio richiede competenze tecniche avanzate, sicurezza nei cantieri e lavoro di qualità. Come Filca-Cisl stiamo lavorando a una proposta di partecipazione strutturata dell’intero comparto delle costruzioni alla realizzazione degli interventi previsti dal Piano Casa. Le attuali possibilità normative sugli investimenti pubblici e privati – conclude il segretario generale della Filca – consentono di immaginare un vero e proprio patto per la rigenerazione urbana, capace di rafforzare il tessuto sociale, ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita nelle città. La qualità dello sviluppo, sempre più a misura d’uomo, dipende anche dalla capacità di dotarci di una normativa moderna e coerente con i tempi che viviamo”.