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Terziario. Guarini (Fist Cisl): “Amazon. Definire accordo globale su organizzazione lavoro e crescita salari”

Pubblicato il 16 Lug, 2019

 

Roma, 16 luglio 2019.  La Fist Cisl esprime piena solidarietà ai lavoratori di Amazon che in tutto il mondo manifestano, in concomitanza del prime day, per condizioni di lavoro dignitose e rispettose dell’essere umano. La protesta è finalizzata ad avviare un negoziato globale con il colosso dell’e-commerce e del web services che nel mondo conta oltre 600mila dipendenti, di cui circa 100mila in Europa e 9mila in Italia anche considerato l’apporto dei lavoratori in somministrazione. I sindacati di tutto il globo chiedono salari più alti anche connessi alla produttività ed alla redditività aziendale considerato che solo nel primo semestre del 2019 Amazon ha raggiunto un utile record di 3,2 miliardi di euro.
La categoria cislina negli ultimi mesi ha preso parte a Londra con le federazioni di seconda affiliazione Fisascat Cisl e Felsa Cisl alla settimana di studio e analisi di Uni Amazon Alliance, la rete dei sindacati che nel mondo rappresentano i lavoratori della multinazionale; in esame il mercato della distribuzione commerciale nel prossimo futuro e le ripercussioni dell’organizzazione del lavoro sull’occupazione, ma anche l’impatto ambientale e sociale.
«In forza dell’esperienza fatta in Italia – ha dichiarato il segretario generale della Fist Cisl Davide Guarini – siamo convinti che la contrattazione a tutti i livelli, compreso il livello transnazionale, sia la strada maestra per rispondere alle reciproche esigenze in considerazione del fatto che la responsabilità sociale di impresa si riflette sulla comunità in cui opera». «Per evitare che ci sia una regressione e favorire un miglioramento delle condizioni salariali, di vita e di lavoro, serve una sinergia tra le Parti Sociali» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «Uni Amazon Alliance, al quale aderiscono oggi i sindacati di 17 Paesi nel mondo, intende essere un punto fermo per sviluppare questa grande alleanza». «Nelle giornate del prime day – ha concluso il sindacalista – rilanciamo sulla necessità di definire un accordo globale sull’organizzazione del lavoro e sulla crescita dei salari. Il benessere fisico e morale, al tempo in cui innovazione robot e velocità stanno dettando nuove regole nel mercato, passa per la definizione di criteri di sicurezza, salute e retribuzioni dignitose».
In Italia intanto, nello stabilimento piacentino di Castel San Giovanni, procede un confronto che, anche se molto difficile, ha consentito nelle scorse settimane di siglare una nuova intesa e di confermare l’impianto di tutele formalizzate nell’accordo sottoscritto nel 2018 con alcune variazioni~favorevoli agli addetti, dalla formalizzazione della prestazione settimanale su 5 gg per tutto l’anno, non solo per i lavoratori diurni ma anche per il terzo turno notturno – spezzato in due sub-turni che consentiranno il riposo di domenica per 6 mesi consecutivi – fino alla introduzione della maggiorazione del 50% per il lavoro prestato di domenica con decorrenza dalla 64° ora.
«E’ una strada ancora lunga e tortuosa, difficile da percorrere» ha dichiarato la segretaria generale della Fisascat Cisl Parma e Piacenza Francesca Benedetti sottolineando che «la forza del sindacato è la perseveranza che a piccoli passi trasformerà le relazioni industriali, in uno strumento capace di tradurre le esigenze di business in benessere per i lavoratori». Sono già calendarizzati due incontri, uno a settembre volto all’inserimento di un premio di risultato, richiesta da anni sul tavolo in attesa di definizione, e l’altro a gennaio 2020, per rivedere i turni di lavoro e renderli più rispondenti alle richieste dei lavoratori. «La serietà e l’impegno dei rappresentanti sindacali protagonisti in tutte le trattative – ha concluso la sindacalista – ha visto il riconoscimento e il favore dei lavoratori Amazon, confermando la fiducia che occorre per andare avanti nel solco di quanto fin qui raggiunto».

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