La Fisascat Cisl ritiene improcrastinabile la ripresa del tavolo al Ministero dell’Interno sulla sicurezza nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, di fronte ai frequenti e sempre più violenti assalti ai portavalori che stanno interessando l’intero territorio nazionale.
L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello avvenuto il 9 febbraio scorso sulla superstrada Brindisi–Lecce, all’altezza di Tuturano, dove un furgone portavalori è stato assaltato con modalità ormai ricorrenti: un mezzo incendiato di traverso per bloccare la carreggiata, conflitto a fuoco con i carabinieri, traffico paralizzato per ore. L’assalto ha causato il ferimento di militari dell’Arma dei Carabinieri intervenuti sul posto e ha messo seriamente a rischio l’incolumità delle guardie giurate e degli automobilisti in transito.
Si tratta dell’ennesimo attacco in una lunga scia che, dal 2024 a oggi, ha interessato diverse aree del Paese: dalla Sardegna alla Puglia, dall’Abruzzo alla Toscana, dalle Marche alla Calabria, con autostrade e statali bloccate mediante veicoli incendiati, utilizzo di armi da guerra, esplosivi, chiodi e fumogeni. Tra gli episodi più gravi, l’assalto del 5 gennaio scorso sull’A14 tra Ortona e Francavilla al Mare, i ripetuti attacchi nel Foggiano e nel Brindisino nel corso del 2024 e 2025, il colpo milionario sulla Variante Aurelia in Toscana, fino ai numerosi blitz registrati lungo la Statale 89, la Ofantina e l’A2 del Mediterraneo. In alcuni casi si sono verificati ferimenti di guardie giurate e gravi rischi per gli automobilisti coinvolti.
«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale, a un fenomeno strutturale, non più episodico – dichiara il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice –. Le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata impiegati nei servizi di scorta e traposto valori vanno tutelati. È necessario rivedere le norme regolamentari riguardanti tali attività: non bastano gli obblighi attualmente previsti, per esempio, nell’Allegato D) al DM 269/2010, per rendere sicuro il lavoro degli equipaggi dei furgoni blindati; vanno rivisti massimali, dotazioni di sicurezza ed aliquote di personale. Si rende, altresì, necessario verificare se quanto stabilito dal Decreto del Ministero del Trasporti 3 febbraio 1998, n. 332, recante le norme inerenti le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli blindati, sia ancora attuale e rappresenti una garanzia sufficiente per fronteggiare blitz come quelli a cui assistiamo».
Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Giusi Sferruzza «non è accettabile che, a fronte di un’escalation così evidente e ravvicinata, il confronto istituzionale non sia stato ancora riconvocato. Servono protocolli di sicurezza aggiornati, investimenti tecnologici, rafforzamento del coordinamento tra istituzioni e imprese, formazione continua e dotazioni adeguate per le guardie giurate. La tutela dell’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori deve diventare una priorità strutturale».
«Il tema della sicurezza – prosegue – è tra i punti qualificanti che la Fisascat Cisl ha portato al tavolo per il rinnovo del Contratto nazionale di settore, avviato nelle scorse settimane. Non parliamo solo di aspetti economici, ma di condizioni operative, organizzazione del lavoro, prevenzione del rischio e responsabilità lungo tutta la filiera della sicurezza privata. La contrattazione deve essere uno strumento concreto per rafforzare le tutele e alzare gli standard di protezione in un comparto sempre più esposto a fenomeni criminali organizzati».
La Fisascat Cisl sollecita la convocazione urgente del tavolo al Viminale sulla sicurezza nella vigilanza privata e nei servizi di sicurezza, affinché si costruisca una risposta condivisa e strutturale a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto e della collettività.


