La Cisl Fp Basilicata ha inviato oggi una nota ufficiale ai vertici della Giunta regionale per richiedere con urgenza una revisione del regolamento sul lavoro agile e l’attivazione di una rete territoriale di co-working. L’iniziativa del sindacato muove dalla necessità di rispondere alle sfide di una transizione digitale ormai irreversibile, in cui l’efficienza deve coniugarsi con la sostenibilità organizzativa. Nella nota il segretario regionale Vincenzo Pernetti e i componenti della Rsu Carlo Gilio, Benedetta Rago e Pietro Mastroluisi rilevano che l’attuale gestione del lavoro agile presenta criticità significative, aspetti emersi anche durante la recente assemblea con i nuovi assunti della Regione Basilicata, con particolare riferimento alla mobilità e alla difficile conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Nonostante l’esistenza del regolamento n. 3/2023, i rappresentanti della Cisl Fp denunciano «inaccettabili disparità applicative nel ricorso allo smart working tra i dipendenti, con richieste inevase pur in presenza di condizioni tecniche favorevoli». Per ovviare a queste problematiche, la Cisl Fp sollecita l’apertura immediata di un tavolo tecnico volto a definire con precisione il numero di giorni di lavoro agile concedibili, eliminando la discrezionalità ingiustificata e uniformando le modalità di accesso per tutti i profili professionali. L’obiettivo, dichiarano i rappresentanti sindacali, è promuovere una «visione moderna della pubblica amministrazione che punti alla produttività per obiettivi piuttosto che al mero controllo della presenza fisica».
Una delle proposte più innovative avanzate dalla Cisl Fp nella nota indirizzata ai vertici regionali riguarda l’istituzione di una rete di postazioni di co-working su tutto il territorio regionale. Tale rete, secondo la sigla sindacale, non dovrebbe limitarsi alle sedi periferiche della Regione Basilicata, ma svilupparsi attraverso protocolli d’intesa con enti locali e altre amministrazioni per l’utilizzo di spazi comuni attrezzati. Pernetti, Gilio, Rago e Mastroluisi sottolineano che «l’integrazione di un lavoro agile ben regolamentato e di una rete di co-working territoriale genererebbe benefici immediati», come il miglioramento del benessere organizzativo tramite la riduzione dello stress da pendolarismo e l’abbattimento dei costi ambientali ed economici. Inoltre, tale modello permetterebbe di valorizzare le sedi periferiche come presidi attivi dell’amministrazione sul territorio. I rappresentanti della Cisl Fp ribadiscono pertanto la necessità di un confronto di merito sulle questioni: «Restiamo in attesa di una convocazione urgente, fiduciosi che l’amministrazione regionale voglia cogliere questa sfida per modernizzare realmente il lavoro pubblico in Basilicata».


