Sta facendo molto discutere in queste ore l’articolo apparso sulla stampa locale che segnala la possibilità di pernottare in un hotel 4 stelle di Marina Centro a Rimini a 18 euro a notte per due persone, tariffa rilevata su una nota piattaforma di prenotazione online. Accanto alle riflessioni economiche e imprenditoriali, emerge con forza anche una preoccupazione sindacale, che riguarda direttamente le condizioni di lavoro e l’applicazione dei contratti nel settore turistico-alberghiero.“Quando leggiamo di camere vendute a 18 euro in strutture a 4 stelle – commenta Luigi D’Alessandro, Segretario Generale Fisascat CISL Romagna – la domanda non può essere solo se il prezzo sia conveniente o meno per il turista, ma come sia possibile garantire qualità del servizio, rispetto dei contratticollettivi e condizioni di lavoro dignitose per chi in quegli hotel lavora ogni giorno”.Secondo la Fisascat CISL Romagna, il rischio è che una competizione fondata esclusivamente sul ribasso delle tariffe finisca per scaricare i costi sul lavoro, comprimendo salari, ore contrattualizzate e tutele. “I contratti nazionali del turismo prevedono diritti, retribuzioni, contributi e standard precisi – prosegue D’Alessandro – che hanno un costo. Se quel costo non viene riconosciuto nelle tariffe, qualcuno inevitabilmente paga il prezzo, e troppo spesso sono i lavoratori”.Il sindacato sottolinea come il tema sollevato dall’articolo non riguardi solo un singolo caso, ma rappresenti un segnale più ampio di un sistema che rischia di confondere l’aumento delle presenze con la reale redditività e con la qualità dell’occupazione. “Non basta parlare di stagione record se poi il valore prodotto non si traduce in lavoro stabile, regolare e ben retribuito – conclude D’Alessandro -. Senza il rispetto dei contratti e senza la valorizzazione delle professionalità, non c’è futuro né per i lavoratori né per il turismo riminese”.Per la Fisascat CISL Romagna, l’articolo apparso in queste ore deve diventare l’occasione per aprire un confronto serio tra imprese, istituzioni e parti sociali, affinché la competitività del territorio non venga costruita sulla svalutazione del lavoro, ma sulla qualità, sulla legalità e sulla sostenibilità sociale del sistema turistico.


