La FIT-CISL Emilia-Romagna esprime profonda indignazione e ferma condanna per l’ennesima ondata di violenza che ha colpito la Stazione di Ravenna nella mattinata odierna. Una lavoratrice della società MAST, impegnata nelle attività di appalto ferroviario, è stata vittima di un’aggressione a sfondo sessuale dopo essere stata inseguita e palpeggiata da un soggetto senza fissa dimora che staziona abitualmente nell’area dello scalo. Solo il coraggioso intervento di un collega ha evitato che l’episodio degenerasse ulteriormente.
Questa escalation di terrore era purtroppo ampiamente prevedibile, poiché il soggetto responsabile dell’aggressione odierna è lo stesso già protagonista di episodi analoghi avvenuti il 29 dicembre e il 4 gennaio scorso. È assolutamente inaccettabile che, nonostante tre denunce formali già depositate e le segnalazioni relative a molestie perpetrate anche ai danni di una viaggiatrice questa mattina, un individuo pericoloso sia ancora libero di frequentare lo scalo e minacciare l’incolumità di chi lavora e di chi viaggia. Sebbene sia stato comunicato dalle autorità che al clochard in questione non sarà più permesso l’accesso alla stazione ferroviaria, la FIT-CISL ritiene che questa soluzione rappresenti solo uno spostamento del problema e non una reale risoluzione. Senza un presidio costante e un intervento strutturale di assistenza e sicurezza, il rischio concreto è che il degrado si sposti semplicemente di pochi metri, mantenendo inalterato il clima di insicurezza per chiunque debba transitare nell’area circostante la stazione.
A questo scenario degradante si aggiunge la presenza costante, nelle aree limitrofe e all’interno della stazione, di gruppi di giovani (comunemente noti come “maranza”) che bivaccano e infastidiscono sistematicamente sia i lavoratori che i viaggiatori. Si tratta di una situazione di “autonomia non regolamentata” caratterizzata da atteggiamenti ostili, insulti agli addetti e portamenti volti allo scontro. Tali gruppi generano frequenti situazioni di tensione e conflittualità, rendendo il clima insostenibile per chiunque frequenti lo scalo ferroviario.
La FIT-CISL sottolinea come la situazione di degrado sia stata oggetto di ripetute e dettagliate segnalazioni formali. Già il 26 novembre 2024 e il 30 gennaio 2025 avevamo denunciato le gravi criticità della stazione. Nonostante un riscontro della Prefettura in data 14 febbraio 2025, le misure adottate si sono rivelate del tutto insufficienti. Siamo tornati a sollecitare interventi urgenti il e ancora il 1 dicembre 2025, evidenziando come gli strumenti ordinari di controllo non fossero più in grado di garantire la tutela del personale e dell’utenza.
Nonostante la stazione debba restare chiusa tra le ore 00:00 e le 04:00, il personale che prende servizio all’alba continua a trovare persone estranee già presenti all’interno delle sale d’attesa, a dimostrazione di una falla evidente nei sistemi di sicurezza. Grazie ad un lavoro congiunto tra sindacati ed aziende si sono messe in piedi alcune azioni: l’inserimento delle body cam volontarie per il personale (almeno un centinaio in dotazione), l’aumento del personale alla Sicurezza, ma i fatti odierni dimostrano che la tecnologia nulla può senza un presidio fisico costante e l’allontanamento dei soggetti ostili.
La FIT-CISL Emilia-Romagna non è più disposta a tollerare che le lavoratrici e i lavoratori debbano recarsi al lavoro con il terrore di essere aggrediti. Non ci dobbiamo inventare nulla, esiste il protocollo nazione sulla sicurezza sottoscritto nel 2022, dobbiamo solo applicarlo! la nostra organizzazione sensibilizzerà ad applicare lo STOP WORK AUTORITY per tutto il personale, come dice il nostro contratto, che permette al Lavoratore di sottrarsi immediatamente da ogni situazione di pericolo lavorativo che mini la propria salute e sicurezza. Chiediamo un incontro urgente e risolutivo con la Prefettura e il Comune di Ravenna.


