1. Home
  2. »
  3. Notizie
  4. »
  5. Dai Territori
  6. »
  7. Dai Territori > Lazio
  8. »
  9. Lazio. Trasporto aereo. Fabbri (Fit-Cisl): “Oggi...

Lazio. Trasporto aereo. Fabbri (Fit-Cisl): “Oggi presidio unitario a Fiumicino, centinaia di lavoratori delle pulizie di bordo senza alcun sostegno al reddito”

Pubblicato il 7 Dic, 2021

“Pretendiamo il rispetto della clausola sociale, inaccettabile che centinaia di famiglie siano abbandonate a se stesse”

“Oggi stati siamo in mobilitazione unitaria a Fiumicino, di fronte al palazzo B di Alitalia, per protestare contro le modalità del cambio appalto riguardante le pulizie di bordo gestito da Alitalia in amministrazione straordinaria: il passaggio dall’azienda Gh Acs alla società Sp Professional non tiene infatti conto della tutela dei livelli occupazionali. Chiediamo che il cambio avvenga nel rispetto del Ccnl del settore handling e della clausola sociale, così come previsto dal contratto nazionale e come avvenuto negli ultimi anni, dato che le imprese aeroportuali hanno sensatamente convenuto sulla garanzia della clausola. Le logiche del ribasso non possono e non devono essere pagate dai lavoratori. La protesta si è adesso spostata di fronte alla sede di Adr, che in qualità di gestore aeroportuale, insieme ad Enac non possono e non devono restare indifferenti su quanto avviene a livello occupazionale nella comunità aeroportuale di Fiumicino”.

E’quanto si legge in una nota del segretario regionale responsabile del dipartimento Trasporto aereo della Fit-Cisl del Lazio, Stefania Fabbri, in cui si aggiunge che “la situazione è disperante, perché il mancato rispetto della clausola sociale getta nello sconforto circa 250 dipendenti, che ad oggi si trovano senza lavoro e senza stipendio, e inoltre, a causa di ritardi nell’erogazione, non percepiscono cassa integrazione dallo scorso ottobre né il Fondo integrativo del Trasporto aereo da maggio. E’inaccettabile che non si tenga conto della sopravvivenza di centinaia di famiglie”.

“Faremo tutto ciò che è in nostro potere – conclude -, cercando il coinvolgimento di tutti gli enti coinvolti, per dire ‘no’ al dumping sociale e fare in modo che lavoratori di un settore già profondamente colpito dalla pandemia ottengano garanzie”.

Condividi