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Puglia. Castellucci (Cisl) alla regione: “Serve valorizzare la contrattazione e aprire un confronto vero con le parti sociali”

Pubblicato il 30 Gen, 2026

“La CISL Puglia ribadisce forti perplessità sull’introduzione di una legge regionale sul salario minimo da applicare agli appalti dello stesso ente e a quelli che afferiscono alla Regione Puglia. Una scelta che, nel concreto, rischia di rivelarsi uno strumento poco efficace nel rispondere ai reali problemi del lavoro e dei salari nel nostro territorio, perché la questione non riguarda solo la cifra oraria da riconoscere ai lavoratori ma, tra le molte variabili, anche il numero di ore lavorate e ciò che, nello specifico, è ricompreso nei 9 euro indicati.” Questa la posizione espressa da Antonio Castellucci, Segretario generale della CISL regionale a margine delle dichiarazioni della Giunta regionale sulla applicazione della citata legge approvata nella scorsa consiliatura. “La strada da percorrere resta quella della valorizzazione della contrattazione collettiva, nazionale e territoriale, e dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, unico strumento realmente efficace per garantire salari adeguati, diritti certi e qualità del lavoro. Occorre che le stazioni appaltanti pubbliche indichino in modo chiaro e vincolante, nei bandi e negli affidamenti, l’applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro sottoscritti da CGIL, CISL e UIL, al fine di contrastare il dumping contrattuale e garantire salari dignitosi e diritti esigibili” la posizione della CISL Puglia. “Per questo chiediamo al Presidente e agli assessori del nuovo Governo regionale di aprire da subito un confronto nel merito, superando approssimazioni e scelte non condivise con le parti sociali, valorizzando la partecipazione come pratica concreta, rimettendo al centro la contrattazione e il dialogo e riaffermando il ruolo di imprese e lavoratori quali veri soggetti regolatori dello sviluppo” conclude Castellucci.