La Cisl Puglia rivolge al Presidente della Regione, Antonio Decaro, un augurio di buon lavoro nella consapevolezza che la fase che si apre sarà decisiva per il futuro economico, sociale e produttivo della Puglia. Il nostro territorio vive trasformazioni profonde e criticità che diventano strutturali e che non possono essere affrontate con risposte emergenziali.Servono scelte chiare, una visione di medio-lungo periodo e un metodo di governo fondato sul confronto, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione strutturata delle parti sociali, che non può essere episodica né un adempimento meramente consultivo. Deve piuttosto essere strumento ordinario di governo regionale, capace di orientare le politiche pubbliche, valutarne l’impatto sociale e qualificare l’uso delle risorse disponibili, a partire dai fondi europei, dal Pnrr e dal bilancio regionale. Chiediamo quindi l’apertura di una fase nuova di confronto stabile e strutturato con la Presidenza e gli assessorati. I principali indicatori socioeconomici delineano per il 2026 un quadro critico: la Puglia resta nella fascia medio-bassa della crescita del PIL.È necessario perciò un cambio di paradigma: il lavoro deve tornare al centro di un modello di sviluppo fondato su un protagonismo imprenditoriale responsabile e su un intervento pubblico capace di garantire programmazione, politiche industriali, innovazione, infrastrutture e regole certe.La Cisl Puglia chiede incentivi e finanziamenti pubblici che rispettano i contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, con particolare attenzione alla qualità dell’occupazione, alla legalità e alla sicurezza sul lavoro. Vanno rafforzati controlli, prevenzione e clausole sociali negli appalti, valorizzando la contrattazione collettiva nazionale e decentrata come leva di sviluppo.Nel settore agricolo permangono fenomeni di caporalato con la vergogna dei ghetti, che rappresentano una grave emergenza civile. Servono politiche integrate, condizionalità rigorose nell’accesso ai fondi pubblici e il sostegno a filiere fondate sul lavoro regolare.Anche il turismo necessita di un ripensamento strutturale: il modello fondato sulla stagionalità produce precarietà e bassi salari. Va governato come filiera integrata, capace di valorizzare territori, cultura e lavoro, sostenuta da politiche di destagionalizzazione e qualificazione professionale.Alle fragilità del mercato del lavoro si intrecciano crisi industriali complesse nei settori strategici e nel manifatturiero, siderurgia, mobile imbottito, energia. Le transizioni ambientale, tecnologica e digitale non possono tradursi in perdita di lavoro o deindustrializzazione. Occorrono politiche industriali di filiera, certezze sugli investimenti, programmi strutturati di formazione e un reale coinvolgimento delle parti sociali. In questo quadro, la legge sulla partecipazione dei lavoratori rappresenta uno strumento strategico per governare le transizioni e rafforzare la democrazia economica. Sul versante sociosanitario persistono criticità note: liste d’attesa, disuguaglianze territoriali, carenza di personale e difficoltà nel garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Cresce la rinuncia alle cure e resta centrale il tema della non autosufficienza, che richiede piena attuazione della legge regionale e risorse certe. Per queste ragioni la Cisl Puglia, anche su questo scottante tema, chiede l’apertura immediata di un confronto tematico e per territorio strutturato con la Regione, per dare risposte ai cittadini e per qualificare il lavoro, rafforzando welfare e sanità, nota dolente fino ad oggi mai affrontata compiutamente. La Cisl conferma la propria disponibilità al confronto nel merito, nella convinzione che solo rimettendo al centro il lavoro dignitoso, la partecipazione e una sanità pubblica forte sia possibile costruire una Puglia moderna, equa e sostenibile.


