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Puglia. Cisl: Il futuro della Marina Militare a Taranto nelle mani del comitato strategico per la riforma delle Forze Armate

Pubblicato il 2 Feb, 2026

“Anche a Taranto il futuro della Marina Militare e del personale civile è nelle mani del Comitato strategico nominato dal Ministro Crosetto per la riforma delle Forze Armate”.

Lo ricorda Massimo Ferri, del Coordinamento Nazionale Cisl Fp Difesa, riprendendo la nota nazionale già diffusa, sottolineando che entro marzo il piano sarà all’esame del Consiglio dei Ministri e successivamente presentato in Parlamento.

Come Coordinamento nazionale abbiamo preso atto con soddisfazione che le Forze Armate saranno pienamente coinvolte in tutte le fasi di analisi ed elaborazione del disegno di legge, un coinvolgimento che, secondo il Ministro, dovrà proseguire anche quando la riforma sarà discussa in Parlamento. Confidiamo che anche ai lavoratori civili della Difesa e alle loro rappresentanze sindacali sia dedicato uno spazio di ascolto dal Comitato strategico quando si affronterà la riorganizzazione del personale”.  

“Come CISL FP Difesa abbiamo richiesto al Ministro Crosetto di sostenere la partecipazione delle rappresentanze sindacali del personale civile nell’elaborazione delle proposte di riforma.

Sarebbe altrimenti incomprensibile che, dopo anni in cui si è sbandierata la componente civile come essenziale, non ci sia ora un suo pieno coinvolgimento in una fase così importante per il futuro della Difesa nel nostro Paese”.

Ai componenti del Comitato strategico, ad incominciare dai vertici degli SSMM, la Cisl Fp Difesa ha richiesto di essere coerenti con quanto sostenuto e condiviso da anni, sia in contesti formali che informali, individuando come indispensabile un numero di dipendenti civili non inferiore a 30.000 unità in tutto il paese”.

Ma anche le istituzioni locali, dove gli insediamenti della Difesa rappresentano un’attività produttiva e occupazionale di assoluto rilievo, devono fare la loro parte.  

“Taranto e Brindisi, dunque, unitamente a tutti i territori del paese” prosegue Massimo Ferri “devono rivendicare l’attenzione in questa fase delicata in cui saranno delineati nuovi scenari anche in termini di organici”.

L’attuale organico nazionale previsto dalla sciagurata legge 244/12 è di 20.000 unità, addirittura meno di un terzo rispetto agli altri Paesi europei, anche in proporzione al numero dei militari.

Ancora più drammatico il dato delle presenze effettive, oggi pari a 16.300 unità, di cui circa 6.000 ex militari transitati per motivi di salute e non pienamente impiegabili. Il risultato è che le attività amministrative, manutentive, logistiche, tecniche e degli stabilimenti industriali sono svolte da personale militare o affidate ai privati, con una moltiplicazione dei costi a carico della collettività e la perdita di un controllo diretto su apparati sensibili, strutture, infrastrutture materiali e immateriali”.

“L’obiettivo di un organico di almeno 30.000 dipendenti civili rappresenta dunque un equilibrio delle spese e l’obiettivo di una democrazia matura e consentirebbe di riassegnare al territorio ionico e di Brindisi gli altri 3.000 lavoratori, previsti dalla precedente tabella organica, ora non presenti” conclude Massimo Ferri.