“La sicurezza come diritto fondamentale della persona” è stato il titolo del convegno realizzato oggi da Cisl Puglia e Cisl Taranto Brindisi presso l’Aula Magna dell’ITT “Pacinotti”, in via Lago Trasimeno s.n. a Taranto.
Aperto dai saluti istituzionali della Dirigente Giovanna Santoro, il programma ha coinvolto le classi 4^ A cat (Geometra), 5^ A Elettrotecnica, 3^ A Biotecnologie, 5^ B Informatica, con i Professori Giuseppe Pascadopoli e Francesco Annicchiarico che seguono i rispettivi Progetti di Formazione Scuola-Lavoro.
“Abbiamo avviato questo percorso diversi anni fa, condividendo la necessità di un Patto per la sicurezza e la responsabilità, promosso dalla nostra leader nazionale Daniela Fumarola, atteso che il rispetto delle norme sulla sicurezza costituisce obbligo giuridico oltreché formativo ma soprattutto è condizione per salvaguardare della vita umana – ha affermato, tra l’altro, Luigi Spinzi, segretario generale della Cisl Taranto Brindisi nel suo intervento introduttivo – dunque serve una fortissima alleanza tra istituzioni, imprese e parti sociali, una efficace contrattazione nazionale e aziendale/territoriale, con in più l’auspicio che nei programmi scolastici venga inserito il tema della sicurezza a fronte di un mondo del lavoro frammentato, tra appalti, subappalti, lavoro povero, precarietà, turnazioni sempre più spinte, che incidono direttamente sulle condizioni di salute e sicurezza delle persone.”
Spinzi ha poi riportato dati Inail aggiornati a fine ottobre u.s. che indicano 3.855 denunce di infortuni nell’area di Taranto e 2.877 in quella di Brindisi mentre, nell’intero anno, 8 infortuni mortali nel primo caso 10 nel secondo; quanto agli infortuni con menomazioni medio-gravi e gravi, sono stati 647 nell’area ionica e 437 in quella brindisina.
“Serve dunque una risposta strutturale – ha concluso – che tenga insieme prevenzione, formazione continua, contrattazione territoriale, partecipazione attiva dei lavoratori, qualificazione delle imprese.”
Sono seguiti gli interventi di Franco Gentile Presidente Cna Taranto Brindisi, Piero Bitetti Sindaco di Taranto, Giuseppe Gigante Direttore Inail Puglia, intercalati da testimonianze personali dei delegati Ennio Aymonetto (Filca Cisl), Alessandro Caramia (Femca Cisl), Federico Guadalupi (Fisascat).
Poi, le ragazze ed i ragazzi hanno avuto la possibilità di porre domande ai distinti relatori.
“Questioni come la salute e la sicurezza sul lavoro coinvolgono l’intera comunità. Ogni infortunio, malattia professionale o morte sul lavoro è una ferita sociale che costringe a riflettere sul nostro modello di sviluppo e sul valore che diamo alla vita umana” ha sottolineato Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Puglia nelle sue conclusioni, definendo la sicurezza sul lavoro priorità non negoziabile ed annotando che le decisioni riguardanti il futuro delle aziende non devono mai mettere a rischio la salute di lavoratrici e lavoratori.
“Con oltre 25mila infortuni registrati in Puglia e una media nazionale di 1.010 morti sul lavoro nel 2025, fino a novembre 2025, siamo di fronte non ad eventi isolati ma a problemi strutturali legati a precarietà e modelli di lavoro insostenibili. L’aumento delle denunce di infortunio e di malattia professionale in particolare, non significa automaticamente che il lavoro sia diventato più pericoloso ma indica, anche grazie alle campagne di sensibilizzazione come quella avviata dalla Cisl in questi anni, una maggiore emersione del fenomeno”.
Dunque “la prevenzione non è ancora parte integrante dell’organizzazione del lavoro e troppo spesso si interviene solo dopo che il danno è avvenuto. Gli infortuni mortali sono un allarme che non può essere taciuto e, del resto, ci fosse stata anche solo una vittima sarebbe insostenibile in ogni Paese civile. È essenziale adottare politiche mirate attribuendo alla sicurezza un valore centrale nell’organizzazione del lavoro, e ciò richiede un patto di responsabilità condivisa, nazionale e regionale.”
Serve, quindi, una cultura della prevenzione, che inizi fin dalla formazione scolastica “per formare una nuova generazione consapevole dei propri diritti. Solo con la partecipazione attiva di tutti possiamo costruire un ambiente di lavoro più sicuro che diventa misura della qualità del nostro sviluppo sociale: un lavoro dignitoso e sicuro è un diritto di tutti.”


