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Sardegna. Alberto Farina (Fnp Cisl): «Troppi 180 giorni per accertamento invalidità civili. Tutto paga Covid. Necessario aumentare le commissioni mediche e  assicurare il turnover nelle sedi INPS»

Pubblicato il 11 Mag, 2022

La pandemia Covid 19 non è la sola responsabile dei ritardi dei processi amministrativi e medici per l’accertamento delle condizioni di invalidità civile, cecità e sordità civile, stato di handicap. Le pratiche di accertamento al tempo del Coronavirus, infatti, si chiudono non nel termine previsto di 120 giorni ma , in media, in 180 giorni, a causa della disorganizzazione e delle disfunzioni che contraddistinguono il sistema sanitario regionale.

La Regione, dopo due anni, non può continuare a far ricadere le colpe dei ritardi su coronavirus, ma deve attuare ogni azione politica e burocratica per riportare tutti i servizi al massimo dell’efficienza. 

Le proposte della FNP Cisl

Per quanto riguarda l‘accertamento delle condizioni di invalidità la FNP chiede: 1) un piano programmato per il recupero dei ritardi; 2) il rafforzamento degli organici delle Commissioni mediche delle Aree Socio Sanitarie Locali (ASSL) incrementate nel numero e nelle professionalità perché possano essere convocate ordinariamente e con continuità.

Il ritorno alla normalità nell’accertamento delle condizioni di invalidità è quanto mai urgente a causa della situazione dei destinatari degli interventi: persone fragili, ammalate, spesso  in condizioni di povertà,  in attesa di un piccolo assegno per elevare, sia pure di poco, la qualità della loro vita.

INPS

Anche l’INPS deve contribuire decisamente a migliorare il servizio di accertamento invalidità civile potenziando – come più volte richiesto dalle OO.SS. dei pensionati e anche dal Consiglio regionale – le sue sedi territoriali  e procedendo al sollecito turnover  del personale.

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