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Sardegna.Cisl: “Il beffardo gioco della continuità territoriale aerea e delle compagnie che transitano nell’isola”

Pubblicato il 20 Mag, 2021



Il 30 di giugno 2021 si chiuderà la procedura di licenziamento collettivo per 1383 dipendenti di AIR ITALY, di cui in Sardegna poco meno di 600 lavoratori, i restanti in Lombardia.
Se nei prossimi giorni non si dovesse raggiungere in sede ministeriale un accordo di proroga della cassa integrazione – sollecitato , è doveroso dire, anche dal Presidente Solinas e dell’Assessore Alessandra Zedda – la vita delle famiglie dei lavoratori interessati sarebbe gravemente compromessa e l’economia dei trasporti in Sardegna fortemente avviata al declino in tutti i settori.
La continuità territoriale in Sardegna è paragonabile a “una mongolfiera in balia del vento”: vincolata alle situazioni, ai capricci e ai conti economici delle singole compagnie. Nessuna certezza per i Sardi non solo di programmare ma nemmeno di effettuare voli prenotati e pagati.
Resta la sola speranza, se rimarrà e per quanto rimarrà, di un’ALITALIA ridimensionata sia come numero di personale, sia di aeromobili e nei servizi, che non sarà sufficiente neppure ai normali utenti, fuori stagione turistica, che si spostano da e per la Sardegna.
La pandemia ha sicuramente schiacciato tutte le società e travolto la già grave economia italiana. La Sardegna ha le sue colpe. La principale è quella di non aver parato, neppure in parte, quest’attacco Alitalia, anche a causa dei perenni litigi politici e perdite di tempo nelle programmazioni e bandi di gara. Le continue proroghe sono la palese dimostrazione che non si vuole mai decidere nulla. Le conseguenze sono evidenti.
La diminuzione dei vettori aerei e dei servizi, a cui stiamo andando incontro porterà a “comprimere” il personale impiegato negli aeroporti sardi: riduzione del numero di addetti, distribuzione di più competenze e ruoli al singolo lavoratore, maggiori carichi di lavoro sulla stessa persona, quindi aumentati rischi di disfunzioni nei servizi essenziali e nel rispetto degli orari.
Già in quest’ultimo periodo, abbiamo assistito ai ritardi di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti di ALITALIA risoltosi solo con l’intervento autorevole del Governo e il mancato pagamento di quanto dovuto alle società sarde di gestione ed handling (società di assistenza a terra), raggiungendo il paradosso di essere la Regione che paga ma le cui aziende locali non ricevono quanto dovuto.
Purtroppo, però, Alitalia ha bisogno di ben altre “trasfusioni” economich e organizzative. I suoi debiti e il non pagamento delle fatture dei servizi aereoportuali stanno compromettendo un indotto di lavoratori forse di dimensioni numeriche maggiori.
Nonostante non siamo mai stati interpellati, come parti sociali, sull’iter della continuità territoriale, ci troveremo nostro malgrado a dover gestire le eventuali storture e avremmo anche una nostra idea su come poter salvare la continuità territoriale, i lavoratori di Air Italy e tutti i lavoratori aeroportuali della Sardegna. Su questi temi è necessario un urgente confronto con la Giunta.

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