Le Segreterie Regionali di FLC CGIL, CISL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF esprimono la più ferma condanna e profonda indignazione verso il provvedimento con cui il Commissario governativo Francesco Feliziani ha decretato il taglio di ulteriori nove autonomie scolastiche in Sardegna.Non siamo di fronte a una necessaria “razionalizzazione”, ma a una vera e propria desertificazione culturale. Si tratta di una decisione assunta senza alcun confronto con le parti sociali, un “atto di imperio” basato su freddi calcoli ragionieristici che ignorano la specificità geografica e le reali esigenze di un’Isola che lotta quotidianamente contro la dispersione scolastica e lo spopolamento.Il dato più allarmante, che configura una vera aggressione istituzionale, riguarda la provincia di Nuoro e l’Ogliastra. Questo territorio paga il prezzo più alto: su nove tagli regionali, ben cinque si concentrano in questa sola area. È una scelta inaccettabile che viola palesemente le Linee Guida regionali, le quali prevedevano per quest’area al massimo due accorpamenti, non cinque.Nello specifico, il piano commissariale colpisce chirurgicamente:• Nuoro Città: L’accorpamento mai discusso prima dei due Istituti Comprensivi “Podda” e “Borrotzu” e la fusione storica tra il Liceo Classico “Giorgio Asproni” e il Liceo “Sebastiano Satta”.• La soppressione delle autonomie di Orgosolo (unita a Oliena), di Ilbono e Arzana (accorpate a Lanusei e Villagrande) e di Tertenia (accorpata a Barisardo).Il taglio non risparmia il resto della regione. Esprimiamo solidarietà e preoccupazione per gli altri istituti colpiti: l’IIS “Asproni-Baudi di Vesme” a Iglesias, l’IC “Arzachena 1-2” e l’IC “Magnon-Compagnone” (Palau/Santa Teresa) in Gallura, e l’IC “Pinna Parpaglia-Pozzomaggiore-Thiesi”. Si stanno creando istituti giganti burocratici ingestibili dove il Dirigente Scolastico diventa un mero amministratore a distanza e il personale è costretto a uno spostamento quotidiano tra plessi distanti decine di chilometri su strade inadeguate. La Sardegna ha già subito il taglio di 38 autonomie nell’ultimo triennio: non c’era più nulla da tagliare. È un paradosso amaro: mentre si promettono grandi progetti futuri come l’Einstein Telescope, si toglie il presente ai territori, chiudendo scuole che rappresentano l’ultimo presidio di democrazia e legalità. Non si può trattare un territorio come una “zona di sacrificio” utile solo per far quadrare i bilanci ministeriali. Ma il paradosso che ha lasciato tutti basiti, anche ammettendo per assurdo l’ineluttabilità dei tagli, è l’assoluta mancanza di rispetto verso le linee guida del dimensionamento, che avrebbero dovuto servire da bussola per evitare lo squilibrio territoriale cui stiamo assistendo. I territori più deboli pagano più del dovuto, quelli meno deboli molto meno. Non si vuole alimentare una guerra tra poveri, ma quantomeno pretendere un’elementare equità. Che la scelta del commissario sia gravemente squilibrata e non obiettiva è davanti agli occhi di tutti.Le scriventi Organizzazioni Sindacali non accetteranno passivamente che il diritto allo studio venga sacrificato sull’altare del risparmio e in questo modo così palesemente non obiettivo. Pertanto, unitariamente:
1. Chiediamo l’immediata revisione del Piano di dimensionamento imposto dal Commissario;
2. Annunciamo l’avvio di una mobilitazione ampia e determinata in tutti i territori colpiti;
3. Chiamiamo a raccolta il personale scolastico, gli studenti, le famiglie e i Sindaci per difendere la scuola pubblica sarda.La scuola non è un costo, è un Diritto. Difenderla è un dovere collettivo.


