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Sardegna. Il «Ponte»  per  non restare l’ultima isola. Collegamenti aeroportuali della regione: la proposta della Cisl per una governance unitaria e una strategia nazionale

Pubblicato il 26 Gen, 2026

Prima regole e principi, poi assetti societari e quote. E’ questo il significato sostanziale della proposta della Cisl Sardegna sulla lunga altalenante questione del processo di  costituzione di una rete unica degli aeroporti sardi forse quasi giunta all’ultimo miglio. Se non ci saranno sorprese finali – sempre possibili perché non mancano ricorsi, contestazioni e opposizioni da parte di associazioni d’impresa e forze politiche – tra non molto un’unica holding controllerà gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero.

La Cisl chiede un tavolo tra istituzioni, società private, parti sociali e sindacali per  concordare – preventivamente – i punti fermi della futura governance. Il sindacato, guidato da Pier Luigi Ledda, ne indica quattro: indirizzo pubblico chiaro e verificabile; priorità al diritto alla mobilità dei cittadini; programmazione pluriennale degli investimenti e delle rotte; tutela della qualità e stabilità del lavoro. «Gli aeroporti – dice il segretario generale – pur essendo gestiti da soggetti societari, restano infrastrutture pubbliche strategiche».

La condizione di insularità, i profondi cambiamenti in atto nella geografia infrastrutturale nazionale e l’evoluzione delle politiche di trasporto in Italia – esempio per tutti: il ponte sullo stretto di Messina  – impongono uno sguardo  lungo su tutto ciò che riguarda  i collegamenti aerei e marittimi della Sardegna. « Non siamo di fronte a un tema tecnico o aziendale, ma  – dice la Cisl – a una questione determinante per il diritto alla mobilità dei cittadini, per la competitività del sistema economico e per l’effettiva partecipazione dell’isola ai processi nazionali ed europei. Continuità, affidabilità e qualità dei collegamenti rappresentano infatti una condizione essenziale per servizi pubblici, lavoro, studio, turismo e relazioni produttive».

Dall’analisi dell’odierno sistema aeroportuale sardo emerge una struttura articolata, dove ogni scalo svolge una funzione distinta e non intercambiabile. Cagliari-Elmas è l’impianto cardine della mobilità ordinaria dei residenti, con oltre cinque milioni di passeggeri annui e un ruolo unico per intermodalità e continuità dei collegamenti. Per la CISL è lo scalo di riferimento per l’equilibrio complessivo del sistema regionale.

Olbia-Costa Smeralda è l’hub con maggiore specializzazione turistica e forte stagionalità. Pur generando ricavi significativi, è anche più esposto alle strategie commerciali dei vettori. Senza un indirizzo pubblico rischia di orientare l’intero sistema verso logiche esclusivamente di mercato, penalizzando l’offerta nei mesi invernali.

Alghero-Fertilia svolge una funzione di presidio per il Nord-Ovest dell’isola, con volumi più ridotti e fragilità economica strutturale. La sostenibilità dello scalo richiede politiche di sistema e meccanismi di compensazione, altrimenti il rischio di ridimensionamento è concreto, con impatti negativi su territori e lavoro.

«La diversità dei tre scali dimostra – secondo la Cisl – che una governance basata unicamente su criteri economico-finanziari è inadeguata. Il sistema aeroportuale deve invece essere programmato in modo integrato, riconoscendo la funzione specifica di ciascuna infrastruttura e garantendo coerenza tra mobilità dei residenti, stagione turistica e qualità dei servizi».

La proposta CISL

La Cisl Sardegna  avanza una proposta fondata su tre assi. Il primo riguarda il riconoscimento del sistema aeroportuale sardo come infrastruttura strategica nazionale, al pari delle grandi opere continentali, con politiche stabili di compensazione dell’insularità. Il secondo prevede la creazione di una governance unitaria e programmata, che valorizzi le diverse funzioni dei tre scali, coordinando servizi, tariffe, investimenti e rotte in una logica di interesse generale. Terzo asse della proposta Cisl, l’istituzione di un tavolo permanente Regione–Governo–gestori–parti sociali, con compiti di programmazione pluriennale, coordinamento infrastrutturale, integrazione tra continuità territoriale e sviluppo turistico, monitoraggio degli impatti occupazionali.

La CISL propone inoltre che le politiche di continuità territoriale siano inserite stabilmente nel quadro europeo, valorizzando gli strumenti dell’UE per le regioni insulari, affinché la Sardegna sia pienamente integrata nelle reti europee di trasporto e coesione.

«Per la CISL Sardegna, garantire un sistema aeroportuale stabile, affidabile e governato secondo criteri di interesse generale significa rafforzare  – dice il segretario generale Ledda – la coesione territoriale, sostenere lo sviluppo dell’economia regionale, tutelare il lavoro e assicurare ai cittadini il diritto fondamentale alla mobilità. Il sindacato conferma la propria disponibilità a contribuire a un confronto istituzionale serio e di prospettiva, nell’interesse dell’intera isola».