Protocollo d’intesa tra Cisl Cagliari e padri Somaschi, congregazione da alcuni anni impegnata in attività socio-culturali e assistenziali a Borgo Sant’Elia, periferia sud di Cagliari. Obiettivo del patto sindacato- religiosi creare una rete di servizi – patronato, assistenza fiscale, tutela di consumatori e inquilini e , per i giovani, aggiornamento e orientamento al lavoro – a sostegno delle persone più emarginate e meno culturalmente attrezzate del quartiere. Somaschi e sindacato hanno constatato che , nel quartiere, le categorie più deboli non sempre riescono ad accedere direttamente ai servizi e alle prestazioni sociali cui avrebbero diritto. E, quando ne beneficiano, a volte ignorano gli adempimenti e obblighi conseguenti.
La dimensione socio-economica di Sant’Elia è un cantiere aperto a numerose tipologie d’interventi nei confronti di centinaia di persone. Secondo i dati Caritas 2024 il popolare quartiere è ai primi posti per la presenza di ragazzi tra 0-14 anni. Ma con un paradosso: ci sono moltissimi anziani. I giovani vivono nelle case dei genitori nel 58,2% dei casi, spesso per la mancanza di un lavoro fisso. Il 47,3% dei nuclei familiari è composto da due o tre persone al massimo. Il 52,8% dei residenti ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni. Il 19% è separato legalmente o divorziato. Bassa la scolarizzazione: il 21,4% ha la licenza elementare, il 55,7% la licenza media inferiore, l’1,5% è in possesso del diploma professionale, il 3,5% della licenza media superiore mentre appena lo 0,5% si è laureato. La casa di proprietà è appannaggio di appena due nuclei familiari su 100: il 61,7% risiede in immobili affittati da enti pubblici. Il 3% dei residenti dichiara un reddito di 1.000-1.500 euro mensili, ma il 26,9% non ha alcun reddito. Il 40,3% è senza lavoro o comunque in cerca di prima occupazione, il 13,9% fa la casalinga, il 20,4% è pensionato mentre l’1,5% risulta occupato con lavoro nero o irregolare. L’81,6% beneficia di un sostegno da parte dei servizi sociali del Comune. Al 31 dicembre 2024, il 51,3% dei residenti aveva percepito il reddito di cittadinanza e l’1,5% l’assegno di inclusione.
«Nonostante ci siano i servizi sociali, molteplici cause di esclusione – dicono i firmatari del protocollo, Giuseppe Atzori e Francesco Piras per la Cisl e Pier Giorgio Novelli per la Fondazione Somaschi ONLUS – portano al loro insufficiente utilizzo: mancanza di informazioni, barriere tecnologiche linguistiche, situazioni di emarginazione sociali e assenza di adeguato accompagnamento».
La Cisl mette in campo la rete dei suoi servizi, cioè il patronato Inas per le pratiche INPS e INAIL, il suo Caf, l’istituto di avviamento e formazione al lavoro (Ial) , l’associazione consumatori (Adiconsum)e il sindacato degli inquilini (Sicet). Consulenza e assistenza gratuite salvo le eccezioni stabilite dalla legge per le persone di Borgo Sant’Elia segnalate dall’Ente Fondazione Somaschi ONLUS.


