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Sardegna. Susanna Serra nuova segretaria generale della Cisl scuola dei territori di Cagliari, Medio Campidano, Sarrabus e Gerrei

Pubblicato il 29 Nov, 2021

E’ stata eletta sabato scorso dal consiglio generale al termine del VII congresso territoriale della Federazione di categoria, che ha chiamato a far parte della segreteria anche Alessandro Demurtas e  Barbara Luigia Floris.

Il sindacato della scuola è impegnato fortemente perché i circa 18 miliardi destinati  dal Governo, attraverso il PNRR, a scuola e formazione possano avere ricadute positive anche sul sistema scolastico sardo. Riorganizzazione, ampliamento e integrazione dei servizi, da perseguire in un contesto che valorizzi condivisione e corresponsabilità, devono interessare  – è stato detto durante il congresso  – la realtà delle istituzioni scolastiche e delle singole classi di tutto il territorio nazionale, non solo dei grandi istituti delle città metropolitane ma anche nelle aree interne, nei piccoli Comuni e nelle Comunità montane, nonché nelle periferie delle grandi città.

Tra Villacidrese, Gerrei, Sarrabus, area vasta di Cagliari l’incidenza dei minori sul totale della popolazione nel Sud Sardegna è tra il 12,2% e il 13,6% rispetto al 15,7% della media italiana.

 “Nel Gerrei – ha detto  Susanna Serra – oggi enormi caseggiati sono vuoti. L’Istituto comprensivo di san Nicolò Gerrei abbraccia più comuni e in alcuni di essi esiste una scuola con un solo ordine d’istruzione e in qualcuno troviamo le pluriclassi”. Nel Medio Campidano all’ istituto comprensivo  di Villamar fanno capo 17 comuni. In queste zone l’istruzione obbligatoria rischia di essere compromessa, gli studenti si ritrovano con meno diritti di altri, le comunità si spopolano e per ragazzi e ragazze potrebbero non essere garantite le stesse opportunità degli studenti delle città. Con la pandemia la situazione si è aggravata.

I dati INVALSI hanno sottolineato come in qualche zona interna la povertà educativa, ovvero il mancato raggiungimento del livello minimo delle competenze di base, è di circa 1 studente su 8. Per quanto riguarda l’abbandono vero e proprio della scuola tra studenti 18-24 anni nel territorio è del 12%, la media nazionale 13,1%, europea 9,9%. Aumentano così le percentuali di chi nella stessa fascia d’età non studia e non lavora 26,1% (23,3% media italiana). Le battaglie sindacali sul fronte della scuola non mancheranno per far sì che il Piano nazionale di rinascita e resilienza  faccia sentire i suoi effetti in egual modo in tutte le zone.

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