Il mutato contesto internazionale e la necessità di un riposizionamento strategico sui mercati, che richiede un percorso di riorganizzazione aziendale, hanno portato Diadora S.p.A. e le organizzazioni sindacali Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil Treviso a sottoscrivere un accordo sindacale che conclude positivamente la procedura di licenziamento collettivo avviata nei giorni scorsi e che riguarda 27 dei 199 dipendenti della storica azienda di calzature e abbigliamento sportivo di Caerano di San Marco. L’intesa, sottoscritta mercoledì 4 febbraio nella sede di Confindustria Veneto Est a Treviso, rappresenta l’esito di un confronto che si è svolto in maniera costruttiva e responsabile tra le parti, con l’obiettivo di governare una riorganizzazione ritenuta necessaria per salvaguardare la competitività dell’impresa in un contesto internazionale sempre più complesso e instabile, con particolare attenzione alla riduzione dell’impatto sociale sulle lavoratrici e sui lavoratori. L’accordo, che oggi, venerdì, verrà illustrato ai lavoratori nel corso delle assemblee sindacali, prevede la risoluzione dei rapporti di lavoro su base volontaria e specifici incentivi economici all’esodo, differenziati in base all’anzianità di servizio e alla prossimità alla maturazione dei requisiti pensionistici, con misure dedicate per i lavoratori e le lavoratrici vicini alla pensione. In particolare, per i dipendenti prossimi alla pensione sono stati definiti appositi incentivi economici. Diadora si impegna a garantire la continuità del reddito per i dipendenti che raggiungeranno i requisiti pensionistici entro la fine del prossimo anno. L’azienda erogherà infatti una integrazione economica che, sommandosi all’indennità di disoccupazione (Naspi), permetterà ai lavoratori coinvolti di percepire un importo pari al 100% dell’ultima retribuzione mensile. Saranno inoltre riconosciute indennità economiche commisurate all’anzianità di servizio per gli altri dipendenti che aderiranno al piano su base volontaria. “L’accordo – sottolinea in una nota Claudio Bora, Amministratore Delegato dell’azienda – è stato raggiunto al termine di un dialogo improntato alla collaborazione, nell’ambito di un percorso di ristrutturazione organizzativa e aziendale volto a rispondere alle mutate condizioni di mercato e all’evoluzione della strategia di crescita del Gruppo. In questo contesto, il mutato scenario competitivo e una strategia incentrata sullo sviluppo di nuovi mercati e sul rafforzamento delle linee di prodotto a maggiore valore strategico rendono necessaria una riorganizzazione dei processi aziendali. L’accordo prevede il ricorso prioritario a uscite su base volontaria, accompagnate da incentivi economici, misure di supporto per i lavoratori coinvolti e, ove possibile, strumenti per l’accesso alla pensione”. “L’intesa raggiunta con la direzione aziendale – dichiarano Simona Puzzo (Femca Cisl) e Massimo Messina (Filctem Cgil) – arriva dopo una fase iniziale nella quale l’azienda ci aveva comunicato l’avvio di una riorganizzazione con ricadute occupazionali. Proprio a partire da quella comunicazione è stato possibile costruire un accordo che salvaguarda l’occupazione, accompagnando le uscite volontarie con adeguati incentivi economici. Il piano tutela i 27 dipendenti coinvolti dalla riorganizzazione e garantisce un trattamento dignitoso a chi è prossimo alla pensione, assicurando una copertura economica totale. Continueremo a monitorare con il massimo rigore l’impatto del nuovo assetto aziendale, attraverso tavoli di confronto periodici, per verificare l’avanzamento e la tenuta del piano industriale”.


