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Toscana. Cisl: “Sciopero ‘merci e logistica’, adesioni al 75%. I lavoratori respingono le richieste mortificanti delle aziende e chiedono il rinnovo del contratto”

Pubblicato il 29 Mar, 2021

Firenze, 29 Marzo 2021. Grande risposta dei lavoratori del trasporto merci e logistica in Toscana con una partecipazione media allo sciopero di oggi del 75% e punte fino all’85% nelle città di Firenze, Pisa e Livorno. “Il trasporto merci in quest’ultimo periodo si è molto rafforzato e sviluppato, diventato con tutta evidenza un asse portante del Paese e della Toscana e garantendo durante la pandemia l’approvvigionamento dei beni di prima necessita e anche di altra natura, sostenendo e facendo sentire meno soli i cittadini confinati dentro le proprie abitazioni” dice Stefano Boni, segretario generale Fit-Cisl Toscana. “Nella nostra regione – continua – si contano almeno 80.000 addetti distribuiti su circa 12.000 imprese medio piccole, insomma un settore importantissimo per la movimentazione delle merci e per lo sviluppo del territorio.”

“Stamani a Firenze – riprende Boni – c’è stata grande partecipazione, pur con tutte le precauzioni anticovid, alle iniziative organizzate nella zona di Calenzano, in particolare a quella in zona Pratignone, dove circa 200 persone hanno manifestato nella vicinanza dei principali magazzini degli spedizioneri come SDA, GLS, BRT, AMAZON, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema del lavoro e dell’occupazione e soprattutto per il rinnovo del contratto nazionale di settore, scaduto ormai da un anno e mezzo.”
“Al tavolo di trattativa le associazioni datoriali hanno presentato una serie di richieste irricevibili, come revisione della clausola sociale nei cambi appalto, decurtazione del trattamento economico di malattia, ulteriore flessibilità per il personale non viaggiante, abolizione degli scatti di anzianità, riduzione delle giornate di ferie, riduzione permessi retribuiti, abolizione del pagamento delle festività, regolamentazione del diritto di sciopero, rifiuto di adeguati riconoscimenti salariali. Proposte che mortificano il lavoro, spingendo i lavoratori verso retribuzioni sempre più basse, senza diritti contrattuali e sindacali e turni di lavoro insopportabili.”
“Per questo – conclude il segretario Fit – la mobilitazione continuerà, anche con eventuali altri scioperi, fintanto che proseguirà l’atteggiamento dilatorio da parte delle associazioni datoriali e queste proposte non verranno ritirate. Il nostro obiettivo è rinnovare il contratto e soprattutto che ci sia un riconoscimento dell’intera categoria in termini di diritti, di salario e di professionalità per rilanciare il settore e la buona occupazione.”

 

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