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Toscana. Cisl: “Vaccini agli over 80, ancora non ci siamo”

Pubblicato il 24 Mar, 2021

Firenze, 24 Marzo 2021. “Il numero di cittadini, compresi gli over 80, raggiunti dai vaccini anticovid in tre mesi è talmente basso che produce rabbia, delusione e tanta preoccupazione.” E’ lo sfogo di Viviano Bigazzi, segretario generale della Fnp, il sindacato pensionati Cisl, di Firenze-Prato.
“La Toscana – dice Bigazzi – ha retto bene all’impatto della pandemia grazie ad un sistema ospedaliero forte: nessuno qui è morto in casa senza ossigeno o in barella o in una struttura non adeguata, seppur con affanno e a costo di chiudere, in qualche caso, la medicina programmata. Saltato invece il sistema territoriale, con la gestione della non auto-sufficienza, delle RSA e dei Diurni: capitoli che andranno tutti ripensati profondamente.”
“Sul piano vaccinale però siamo molto indietro con gli ultraottantenni e le persone fragili. In questi mesi, con gli altri sindacati pensionati, ci siamo confrontati spesso con le autorità competenti, ma sulla gestione del piano vaccinale restano poco comprensibili alcune scelte: ad esempio ci è parso sbagliato vaccinare chi lavora in smart working e non incontra il pubblico, semplicemente perché appartiene ad una categoria. Così come restano riserve sulla esclusiva vaccinale degli over 80 tramite medici di famiglia: per gli autosufficienti sarebbe meglio, anche in Toscana, utilizzare i punti vaccinali, per poter accelerare.”
“L’apertura del portale per i soggetti fragili poi, con i problemi registrati (solo 15mila appuntamenti contro 60 mila persone interessate), ha prodotto tanti malumori, aumentando frustrazione e preoccupazione invece di dare sollievo.
A Firenze e Prato i punti vaccinali ci sono e funzionano, non ci sono scorte di vaccini non utilizzate; ma i vaccinati anziani sono meno che in altre regioni. Speriamo che le previsioni di consegna di nuove dosi siano rispettate, per avere una vera vaccinazione di massa, a partire dai più anziani e fragili, che sono i più esposti al rischio di ospedalizzazione e morte per le complicanze del Covid19.”

 

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