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Toscana. Ritardare le infrastrutture costa 5 miliardi all’anno, realizzarle vale 100 mila posti di lavoro

Firenze, 1 ottobre 2019 – “Possiamo stimare che i ritardi e il blocco delle opere infrastrutturali in Toscana pesino sul sistema industriale e in particolare sul trasporto delle merci, la logistica e l’export per circa 5 miliardi di euro all’anno, mentre aprendo i cantieri delle infrastrutture già autorizzate e finanziate si avrebbero nei prossimi 5 anni in Toscana oltre 100 mila posti di lavoro in più, sia diretti che indiretti, mentre l’effetto benefico sull’economia delle nuove infrastrutture, una volta realizzate, creerebbe 30mila posti di lavoro stabili.” Lo ha detto il segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, a margine del convegno “La Toscana che si muove” promosso dalla Regione Toscana e in corso nell’Auditorium di Sant’Apollonia, a Firenze.
“Abbiamo davanti a noi – ha detto Boni – un’opportunità enorme, ma le opere vanno fatte. L’elenco è molto lungo: dobbiamo ripartire velocemente con la realizzazione della TAV fiorentina, del tunnel e della stazione Foster; completare il raddoppio della ferrovia Pistoia–Montecatini-Lucca, della Pontremoli-Aulla, della Empoli-Granaiolo ed elettrificare la Empoli-Siena; va supportato il progetto del nuovo aeroporto di Firenze perché vada avanti superando le diatribe dei ricorsi amministrativi, in un contesto di sistema aeroportuale toscano dove Firenze e Pisa, insieme, facciano crescere il territorio; deve essere rilanciata la Darsena Europa e i porti di Livorno e di Piombino, anche adeguando la viabilità stradale e ferroviaria, in particolare il corridoio tirrenico nel tratto Rosignano-Civitavecchia; va completata la due mari Grosseto-Fano, la terza corsia dell’A/1 e della A/11 e tutte le altre opere.”
Boni ha parlato anche del progetto “importante e lungimirante” del sistema tramviario fiorentino ed ha rilanciato l’idea che la tramvia debba servire anche l’area industriale e manifatturiera dell’Osmannoro: “Ci sono diverse soluzioni, ma è importate – ha spiegato Boni – che il comune di Firenze e la Regione si facciano carico di questa necessità per migliaia di lavoratori e cittadini che ogni giorno raggiungono quell’area.”
“Un occhio di riguardo – ha aggiunto poi – lo dobbiamo mettere anche sulle strade di competenza dell’Anas, dove registriamo un forte degrado a causa di una manutenzione insufficiente, sia ordinaria che straordinaria. In Toscana mancano 149 addetti rispetto a un organico attuale di 200 e la dirigenza nazionale sembra disinteressarsene del tutto.”
“Ovviamente – ha detto poi Boni – non dobbiamo mai perdere di vista la sostenibilità ambientale, essere capaci di intercettare le critiche ai progetti e tenere conto dei disagi che i cantieri possono causare ai cittadini, usando tutti gli accorgimenti per ridurli al minimo.”
“Auspichiamo – ha concluso il segretario Fit-Cisl Toscana – che il recente “Patto per lo sviluppo” siglato da Regione Toscana, sindacati e associazioni datoriali possa segnare una svolta per la realizzazione delle opere. La politica deve scegliere, e assumersi la responsabilità fino in fondo per portare a termine le infrastrutture indispensabili al territorio e al Paese.

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