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Assegno unico. Cuccello: “Importante riforma ma testo da migliorare”

Pubblicato il 14 Dic, 2021

“L’assegno unico e universale è una importante riforma che la Cisl ha salutato con estremo favore, perché opera una profonda innovazione, prevedendo di ampliare e potenziare strutturalmente il sostegno economico per tutte le circa 7 milioni di famiglie con figli del nostro Paese, favorendo la natalità e la genitorialità. Obiettivi condivisibili che hanno bisogno di essere accompagnati da una grande attenzione rispetto alla transizione ed al disegno della nuova misura, proprio per soddisfare le aspettative intorno al nuovo strumento”. Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, oggi audito dalla Commissione Affari Sociali della Camera.“Ed è per questo che, nel corso dell’audizione, abbiamo ribadito come Cisl, oltre al nostro apprezzamento per l’impianto del decreto, almeno 4 criticità da affrontare per migliorare il testo predisposto dal Governo. Innanzitutto si pone la necessità che nessuna famiglia veda la propria posizione peggiorare rispetto all’attuale situazione, dalle nostre simulazioni vi sono varie centinaia di migliaia di famiglie che risulterebbero penalizzate anche se a basso reddito. Per questo va modificato il decreto laddove prevede soltanto una parziale e temporanea maggiorazione perequativa, sostituendola con una ‘clausola di salvaguardia’ completa per almeno i prossimi tre anni. Non ci convince l’utilizzo dell’Isee per il calcolo della prestazione, che appare incidere a sfavore anche di quanti hanno patrimoni contenuti. Per cui è sufficiente avere una casa di abitazione più ampia o un deposito appena al di sopra della franchigia per vedere ridotto l’assegno. Per questo avevamo già proposto di conteggiare la sola parte reddituale di questo indicatore o di ridurne il peso patrimoniale. Riteniamo invece necessario che nessuno dei potenziali percettori venga escluso dalla presentazione della dichiarazione ai fini Isee, come invece è presente nello schema di decreto per quanti oltrepassano i 40.000 euro di Isee, ciò per massimizzare l’effetto di deterrenza rispetto a quanti evadono o eludono il fisco. Per il successo della nuova misura sarà infine necessario favorirne l’accesso a tutte le famiglie e ciò è possibile sia attraverso procedure trasparenti e semplificate, sia sostenendo con risorse adeguate la funzione essenziale di prossimità con le persone svolta da Caf e patronati. Confidiamo che, anche grazie alla attenzione espressaci dal Parlamento, nel corso dell’iter di definizione del provvedimento ed il confronto con il Governo, si tenga conto nel testo definitivo di questi aspetti, prevedendo anche un formale coinvolgimento delle parti sociali nella fase di attuazione attraverso l’Osservatorio che la normativa prevede dovrà valutare e monitorare l’andamento dell’assegno unico”.

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