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Assegno unico. Sbarra: “Provvedimento positivo ma occorre salvaguardare nuclei familiari a basso reddito penalizzati da misura”

Pubblicato il 18 Nov, 2021

Uffici“Il varo dell’assegno unico oggi da parte del Governo è un fatto importante e positivo. La Cisl da tempo propone di sostenere politiche organiche a favore delle famiglie con figli anche attraverso una razionalizzazione ed un potenziamento dei trasferimenti a sostegno della natalità e genitorialità. L’assegno unico va in questa direzione, rispettando anche i principi di universalità e progressività”. Lo ha sottolineato oggi a Mestre il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, a margine del Consiglio Generale della Cisl di Venezia. “Ci preoccupa però la permanenza, secondo le nostre simulazioni, di una quota ancora consistente di nuclei che rischierebbero di risultare penalizzati dalla riforma, circa il 18%, molti di essi peraltro sono tra i lavoratori dipendenti anche a basso reddito. Una condizione che non ci sembra adeguatamente salvaguardata dal temporaneo e parziale meccanismo perequativo che si intenderebbe adottare. Riteniamo che ciò vada sanato attraverso un impiego di maggiori risorse da orientare sulla misura, eventualmente ricavabili dal permanere di una quota di finanziamento contributivo da estendere anche ai lavoratori non dipendenti. Tali risorse dovrebbero essere utilizzate per rafforzare e allungare nel tempo la clausola di salvaguardia allo scopo di proteggere meglio i redditi bassi, nonché per ridurre il peso del patrimonio nell’ISEE richiesto per la prestazione, allo scopo di evitare distorsioni e penalizzazioni nel tempo a sfavore dei redditi medi. Questo intervento a sostegno delle famiglie, va ora accompagnato da un riordino delle aliquote fiscali e da una riforma che premi i lavoratori, i pensionati ,chi contribuisce con il proprio lavoro al sostegno dell’erario pubblico. Per questo e’ importante che nei prossimi giorni si apra il negoziato sul Fisco in modo da utilizzare le risorse del Fondo di 8 miliardi per sgravare i redditi da lavoro e pensione, quelle fasce popolari e quella classe media che contribuisce per l’85% alle entrate dell’erario. Bisogna alleggerire il carico sui più deboli e far partire una nuova politica dei redditi. Una questione di equità ed anche una priorità economica per un Paese che rischia di precipitare nella spirale di stagflazione e ha bisogno di rilanciare consumi, produzione, investimenti e lavoro”.

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