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Coronavirus: Cgil, Cisl, Uil, tutelare anche i cittadini stranieri per la sicurezza. Chiediamo avvio confronto

Pubblicato il 26 Mar, 2020

“In questa fase di grave crisi internazionale c’è il pericolo – affermano i tre dirigenti sindacali – che la parte più debole e indifesa delle nostre società possa restare indietro, c’è il rischio che le diseguaglianze aumentino ancora di più, c’è il pericolo che il sistema dei diritti e delle tutele possa non essere esteso a tutte e tutti”. Decine di migliaia di migranti irregolari e richiedenti protezione sono esclusi dalle strutture di accoglienza, a rischio della propria salute e quella degli altri. Le strutture esistenti (Cara, Siproimi, Cas, Centri per il rimpatrio) non sono sempre adeguatamente fornite di dispositivi di sicurezza e nelle quali andrebbe garantita la corretta applicazione delle norme anti-contagio, per la sicurezza degli ospiti e del personale che ivi vi lavora.Inoltre, migliaia di lavoratori stranieri stanno perdendo la propria occupazione a causa del lockdown delle attività e rischiano di non poter rinnovare il permesso di soggiorno”. Per questo, continuano i tre segretari confederali “abbiamo definito un dossier indicando alcuni “punti urgenti” che vanno immediatamente affrontati: il tema dell’accoglienza, dunque, dove affollamento e rischi sanitari rendono difficile l’adempimento di quanto previsto dai recenti decreti, il tema del rilascio o rinnovo dei titoli di soggiorno, ii diritti e alle tutele dei lavoratori migranti, a partire da quelli domestici e altro ancora”. Garantire sicurezza ai cittadini stranieri, così come a tutte le persone che in questo momento rischiano di restare ai margini, è un tema urgente che va affrontato per il bene loro e di tutta la comunità. In allegato la lettera e il dossier che i segretari confederali hanno inviato ai Ministeri dell’Interno, del Lavoro e degli Affari Esteri

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