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Covid. Sbarra a Radio Anch’io: “Obbligo vaccino over 60 passo necessario ma non sufficiente. Valutare obbligo vaccinale erga omnes”

Pubblicato il 5 Gen, 2022


“Mandare in profondità la campagna di vaccinazione disponendo l’obbligo alla vaccinazione per tutti i cittadini. È un passo necessario per contrastare il Covid ed affermare le ragioni della vita”. Lo ha ribadito stamattina a Radio Anch’io il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Noi continuiamo a ritenere che è il vaccino l’unica arma che abbiamo nelle nostre mani per fermare il Covid. Ecco perché l’obbligo sarebbe una decisione auspicabile, necessaria, per evitare ulteriori perdite di vite umane e di rallentare come successo un anno fa tutte le attività economiche ed i servizi produttivi , mettendo in discussione tanti posti di lavoro. La possibilità dell’obbligo vaccinale per gli over 60 sarebbe sicuramente un passo in avanti per andare nella giusta direzione, necessario ma non sufficiente”.
“Noi dobbiamo oggi più che mai valutare l’opportunità dell’estensione dell’ obbligo erga omnes – aggiunge Sbarra – non solo per la categoria dei lavoratori ma anche per i pensionati, che sono i più esposti e vulnerabili, ma anche agli inoccupati ed agli studenti. Stiamo  sostenendo in questi giorni nei luoghi di lavoro un’azione di sensibilizzazione, di informazione, nella prospettiva di convincere gli incerti le tante persone che sono spaventate sulla necessità del vaccino. Dubbiano continuare con questa intensa iniziativa di sensibilizzazione, fare applicare scrupolosamente i protocolli su salute e sicurezza che abbiamo sottoscritto nei mesi passati e poi bisogna spingere in avanti la campagna di vaccinazione. Sentiamo discutere di questa ipotesi di un green pass rafforzato, vedremo  in giornata quasi saranno le decisioni del CdM. Può essere anche questa una misura che va nella giusta direzione che ulteriormente sostiene la campagna di vaccinazione. Ma per noi rimane fermo il convincimento che oggi per fermare il Covid serve l’obbligo vaccinale per tutti. E’ l’unica via per contrastare e sconfiggere il Covid che vediamo corre velocemente rispetto a prima e sempre più aggressivo. A governo e parlamento chiediamo dal mese di agosto una legge secondo il principio costituzionale di una norma legislativa che sancisca l’obbligo per tutti i cittadini”.

Sul tema del ritorno allo smart working per molti lavoratori, il leader della Cisl ha precisato: “Il lavoro agile e le flessibilità lavorative vanno regolate nel privato come nel pubblico dalle relazioni industriali. Noi abbiamo sottoscritto nel mese di dicembre un importante accordo quadro con il ministro Orlando per regolare l’attività del lavoro agile nel sistema privato e sempre a dicembre un’intesa con il ministro Brunetta  per regolare lo Smart working nel pubblico. È sbagliato agire  con leggi generiche ed indifferenziate. Serve più adattività, piu’ partecipazione dei lavoratori. Ed il terreno su cui ogni azienda pubblica e privata deve operare è quello della contrattazione. Va trovato un giusto equilibrio tra le esigenze delle aziende e le esigenze dei lavoratori. È la ragione per la quale noi siamo disponibili, azienda per azienda, a concertare e concordare le misure necessarie per assicurare il lavoro agile”.

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