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Dl sicurezza. Cgil, Cisl, Uil: “Il nuovo decreto immigrazione mette al centro il rispetto dei diritti umani ed una governance razionale del processo migratorio”

Pubblicato il 19 Dic, 2020

 

E’ quanto si legge in una nota congiunta diffusa dalle tre confederazioni all’indomani dell’approvazione in Senato del nuovo decreto immigrazione e la sua conversione in legge.

“Alcune novità inserite nel disegno di legge sono un segnale forte di un cambio di passo nella gestione del processo migratorio nel nostro Paese” sottolineano ancora facendo riferimento in particolare alla sostanziale reintroduzione del permesso umanitario; all’ampliamento dei casi di convertibilità di permessi di soggiorno in permessi per lavoro; all’iscrizione anche per i richiedenti asilo all’anagrafe e al ripristino di un sistema di accoglienza e integrazione a cui possono accedere anche i richiedenti asilo.

“Un altro passo importante  – per Cgil Cisl Uil  – è stato realizzato con la modifica dell’art. 3 comma 4 del Testo Unico sull’immigrazione, che stabilisce che le quote d’ingresso di cittadini stranieri per lavoro non siano più limitate dall’assenza di un piano di programmazione triennale dei flussi, i quali d’ora in poi potranno essere stabiliti sulla base delle esigenze reali del mercato del lavoro. Con l’introduzione del permesso per “Protezione sociale” per coloro che presentano seri motivi di carattere umanitario, ci si rivolge ai settori più marginali della società spesso con un lavoro al ‘nero’ ed estromessi dal sistema dei servizi, stabilendo un principio di giustizia e di buon senso riconoscendo il diritto del cittadino straniero di non essere espulso o rimpatriato ma facendolo, piuttosto, emergere dallo stato di assenza di diritti. Altro elemento apprezzabile è l’aver messo il lavoro al centro del processo d’integrazione con la possibilità di poter convertire alcuni permessi di soggiorno legali in permessi per motivi lavorativi”.

“Consideriamo questa nuova sensibilità preziosa – prosegue la nota –  in quanto senza lavoro non c’è dignità umana e non c’è integrazione; integrazione che, se ben praticata, tornerà ad essere diffusa sul territorio e socialmente più sostenibile. Come molte esperienze che costituivano il precedente modello (Sprar), auspichiamo che il nuovo Sistema di accoglienza e integrazione (SAI) possa essere base per lo sviluppo di una società più solidale e coesa. Inoltre, un grande esempio di civiltà è l’aver modificato le condizioni in materia di respingimento e la possibilità di riconoscimento del permesso di soggiorno per gli stranieri che in patria rischiano persecuzioni politiche, tortura o per ragioni di razza, sesso e religione. Così com’è importante essere usciti dalla perversa logica introdotta dai “decreti Salvini” di considerare il salvataggio in mare una colpa da perseguire e non un dovere morale, peraltro, sancito dal diritto internazionale”.

“Cgil,Cisl e Uil, considerano la nuova legge appena approvata un primo importante passo nella direzione di un processo vero di riforma delle politiche migratorie che sappia definitivamente sostituire l’impianto legislativo esistente: quel Testo Unico sull’Immigrazione del 1998, peggiorato dalla Bossi-Fini nel 2002. Solo assumendo l’inadeguatezza della legge nel suo complesso e la necessità di un nuovo processo riformatore che sappia garantire eguaglianza, dignità, giustizia sociale compiremo una svolta necessaria nella giusta direzione” concludono le tre confederazioni.

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